Carburanti, taglio accise non funziona: la Campania è la regione più cara per la benzina
Il taglio di 20 centesimi sulle accise — 24,4 includendo l’Iva — è in vigore da tre giorni, ma nessuno lo «vede» ancora in Italia. Anzi: il prezzo medio della benzina in autostrada resta sopra i 2 euro al litro e la Campania si aggiudica il triste primato di regione più cara per fare il pieno. A lanciare l’allarme è l’Unione Nazionale Consumatori, secondo cui l’effetto promesso dal governo «non si è materializzato» sui pannelli di nessuna stazione di servizio.
Accise tagliate, prezzi fermi: cosa sta succedendo
Mercoledì 22 marzo il decreto energia ha convertito in legre lo sconto di 21,95 centesimi per litro di accisa (24,4 con l’Iva) su benzina, gasolio e Gpl. L’obiettivo è ridurre la pressione sulle famiglie e sulle imprese, ma i dati aggiornati al 25 marzo mostrano una realtà diversa: il risparmio medio per il consumatore è ancora prossimo allo zero. L’UNC ha incrociato i listini di oltre 15.000 impianti: in nessuna regione la riduzione è stata pienamente trasferita, ma la Campania è quella dove la forbice tra taglio teorico e prezzo effettivo è più ampia.
La classifica regionale: Campania e «coda» del Nord
Secondo l’indagine:
- Campania: benzina servita 2,145 €/l (+0,8% rispetto alla vigilia), diesel 2,089 €/l. La «manomissione» del beneficio è totale: lo sconto «manca» per oltre 18 centesimi.
- Sicilia: benzina 2,132 €/l, diesel 2,081 €/l.
- Calabria: benzina 2,129 €/l, diesel 2,079 €/l.
- Lombardia: benzina 2,127 €/l, diesel 2,076 €/l.
- Lazio: benzina 2,125 €/l, diesel 2,072 €/l.
La forbice minima si registra solo in alcune province del Trentino (-12 cent) e in Valle d’Aosta (-13 cent), comunemente lontani dal 24,4 cent promessi.
Perché il taglio non arriva ai consumatori
L’UNC indica tre fattori che «mangiano» lo sconto:
- Rialzo del prezzo del petrolio: il Brent è tornato sopra 78 dollari al barile (+6% in sette giorni) e il cambio euro-dollaro è scivolato a 1,075.
- Margine degli stoccatori: il Mise ha constatato aumenti di 3-4 centesimi alla «testa di serie» delle raffinerie.
- Tempo tecnico di «scarico»: occorrono 7-10 giorni perché le nuove accise abbassino davvero il listino, ma molti gestori stanno «attendendo» l’esaurimento delle scorte caricate al vecchio costo.
«Il rischio — commenta Massimiliano Dona, presidente UNC — è che la manovra resti una promessa solo sulla carta. Invitiamo il governo a prevedere un meccanismo di monitoraggio quotidiano e sanzioni automatiche per chi non trasferisce il beneficio entro dieci giorni».
Campania: benzina più cara d’Italia, anche in autostrada
La regione guidata da Vincenzo De Luca detiene il primato negativo anche per il prezzo medio in rete autostradale: 2,184 €/l per la verde e 2,142 €/l per il diesel. «Una stangata per i pendolari — denuncia l’associazione — e un danno per il turismo di Pasqua». Secondo i calcoli UNC, una famiglia campana con due auto percorre in media 1.400 km al mese: con i listini attuali spende oltre 185 euro mensili di carburante, 22 euro in più rispetto a ottobre 2021, prima dell’avvio della guerra in Ucraina.
Cosa possono fare gli automobilisti
L’Unione Nazionale Consumatori ha pubblicato un vademecum anti-caroprezzo:
- Confronta i listini sul sito prezzibenzina.it o sull’app Carburanti del Mise prima di rifornirsi.
- Preferisci impianti «white pump»: offrono mediamente risparmi di 12-15 centesimi rispetto alle bande blu.
- Paga con carte «cashback»: alcune banche restituiscono fino a 10 euro al mese se si usa il Bancomat.
- Adotta stile di guida eco: mantenere i 90 km/h in extraurbano consente un risparmio del 15-20% di consumo.
Il governo: «Garantiremo il passaggio del beneficio»
L’esecutivo, dal canto suo, ha annunciato un monitoraggio settimanale affidato all’Authority energia. «Se verranno accertate pratiche scorrette — ha spiegato il viceministro della Transizione ecologica Vannia Gava — scatteranno sanzioni fino a 5.000 euro per ogni giorno di ritardo nel trasferimento dello sconto». Intanto l’UNC ha già raccolto 3.200 segnalazioni di prezzi «non scesi» e sta predisponendo una class-action per il risarcimento dei danni.
Prossimi appuntamenti: l’effetto completo delle accise tagliate dovrebbe arrivare entro il 30 marzo. Se anche allora i listini resteranno alti, l’associazione chiederà al Mise l’istituzione di un tavolo di crisi permanente e l’invio di ispettorini nelle regioni «coda» della classifica, Campania in testa.
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