Silla di Sassano: trovati morti 3 cani e un gatto, un altro cane in fin di vita – indagini in corso
Silla di Sassano (SA) – Una scoperta raggelante ha sconvolto la piccola frazione del Vallo di Diano: nei giorni scorsi, in un’area collinare poco fuori dal centro abitato, sono stati ritrovati senza vita tre cani e un gatto. Un quarto cane è stato trovato in condizioni disperate e trasportato d’urgenza presso una struttura veterinaria. L’allarme è scattato quando la proprietaria di uno degli animali, insospettita dalla loro assenza prolungata, ha iniziato le ricerche.
La drammatica scoperta e il cane salvato
Secondo quanto ricostruito dal giornalista locale Luigi Martino, che ha pubblicato i primi dettagli sui social, la donna ha trovato i corpi senza vita dei suoi animali in un terreno di sua proprietà. Uno dei cani, ancora in vita ma in evidente stato di shock e disidratazione, è stato immediatamente affidato alle cure dei veterinari. Le condizioni dell’animale, al momento del ricovero, sono apparse subito critiche: “È stato un intervento lampo – racconta Martino – la signora ha trasportato il cane fino alla clinica più vicina, sperando di strapparlo alla morte”.
Sassano e il Vallo di Diano sotto choc
L’intera comunità di Sassano, paese di poco più di 4.000 abitanti nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è rimasta scioccata. “Non abbiamo mai visto nulla del genere”, ha dichiarato al nostro giornale una residente che preferisce l’anonimato. “I nostri animali sono parte della famiglia, vedere queste scene è come perdere un parente”.
Le ipotesi investigative: avvelenamento o maltrattamento?
Le forze dell’ordine, coordinate dai carabinieri della Stazione di Sassano e dalla Compagnia di Sala Consilina, hanno aperto un’inchiesta per maltrattamento di animali e atti di crudeltà. I primi accertamenti sul posto hanno consentito di sequestrare i corpi degli animali e campioni di alimenti e di sostanze rinvenuti nelle vicinanze. Gli esperti della Sezione Investigativa Scientifica del Reparto Carabinieri Biodiversità di Salerno stanno analizzando:
- Residuali gastrici per verificare la presenza di veleni;
- Impronte e DNA sulle ciotole e sul terreno circostante;
- Fototrappole private, per ricostruire l’arrivo di eventuali sconosciuti.
Le indagini su possibi tentativi di avvelenamento nel Vallo di Diano
Nei mesi scorsi il Vallo di Diano ha già registrato episodi sospetti di avvelenamento di cani da guardiania. Per questo motivo i militari stanno valutando un possibile collegamento seriale fra i casi, verificando se sussista un modus operandi comune.
Il quadro penale: cosa rischia l’eventuale responsabile
Se emergessero responsabilità per avvelenamento doloso, il reato ipotizzato è “uccisione di animali con crudeltà” ex art. 544-bis del Codice Penale, che prevede una pena da 3 a 18 mesi di reclusione e multe fino a 30.000 euro. Qualora, invece, si configurasse il maltrattamento plurimo, la pena può salire fino a 4 anni di reclusione, con la proibizione di detenere animali e l’obbligo di risarcimento dei danni morali e materiali.
Le associazioni animaliste mobilitate: raccolta fondi e petizione
Legambiente Cilento, Enpa Salerno e il Comitato Difesa Animali Vallo di Diano hanno lanciato una raccolta fondi per le cure del cane superstite e per coprire le spese di istopatologia e tossicologia sugli altri animali. Inoltre, è stata attivata una petizione online (già 4.500 firme) per chiedere l’istituzione di un Registro degli animali da affitto e da guardiania e l’installazione di videocamere nelle aree rurali più isolate.
Cosa fare se si sospetta un avvelenamento
I veterinari dell’Asl Salerno ricordano ai proprietari di:
- Non toccare cibi o esche sospette;
- Scattare fotografie e video del luogo;
- Raccogliere campioni con guanti monouso e contenitori puliti;
- Contattare subito il 112 o la Guardia Forestale locale.
Sassano e la tutela degli animali: un territorio da proteggere
Il territorio di Sassano, ricco di boschi di faggio e castagno, è spesso teoria di bracconaggio e abbandono di rifiuti. Per il sindaco Arturo Rocco “si tratta di un episodio grave che offusca l’immagine di un paese che ha da sempre promosso il rispetto dell’ambiente”. L’amministrazione ha già deliberato un fondo di 10.000 euro per l’acquisto di fototrappole e di un kit mobile di tossicologia veterinaria, da impiegare in caso di future emergenze.
Prossimi sviluppi: i risultati delle analisi toxicologiche sono attesi entro 15 giorni. Intanto, il cane superstite – ribattezzato “Silla” dal personale sanitario – è in fase di stabilizzazione e potrebbe essere dimesso già la prossima settimana, per essere affidato a una famiglia affidataria.
Restiamo in attesa di aggiornamenti e invitiamo chiunque possa fornire informazioni a contattare i carabinieri di Sassano al numero 0975/86022 o la Procura di Lagonegro (PZ), che coordina l’inchiesta.
Lascia un commento