Destinazione Salerno: ecco la nuova DMO che cambia il turismo in Campania
È ufficiale la nascita della DMO «Destinazione Salerno», il nuovo dispositivo di governance turistica che punta a trasformare la provincia di Salerno in una meta strutturata e competitiva a livello nazionale ed europeo. Il Comitato promotore è stato costituito all’interno di Confindustria Salerno e riunisce per la prima volta tutti gli attori chiave del territorio: Comuni, associazioni di categoria, camere di commercio, operatori privati e università.
Cos’è una DMO e perché Salerno ne ha bisogno
Una Destination Management Organization (DMO) è l’organismo di gestione integrata di una destinazione turistica: pianifica, coordina e promuove un territorio come prodotto unico, mettendo in rete risorse pubbliche e private. In un mercato sempre più competitivo e digitalizzato, l’Italia dei piccoli borghi e delle eccellenze locali rischia di perdersi tra promozioni frammentate. Il modello DMO, già sperimentato con successo in Toscana e Alto Adige, ora sbarca in Campania con l’obiettivo di aumentare l’attrattività turistica a medio-lungo termine.
Chi fa parte del Comitato promotore
Il tavolo di lavoro vede al centro Confindustria Salerno e una rete di partner istituzionali e privati:
- Comuni costieri e dell’entroterra salernitano
- Associazioni di categoria (Confcommercio, Confesercenti, CNA)
- Camera di Commercio di Salerno
- Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Scienze del Turismo
- Parchi nazionali e regionali (Cilento, Vallo di Diano e Alburni)
- Operatori privati: alberghi, ristorazione, incoming, agenzie di viaggio
Le prime azioni strategiche già in campo
1. Brand territoriale unico
Entro settembre sarà presentato il nuovo brand «Destinazione Salerno», con logo coordinato, storytelling condiviso e piattaforma digitale integrata. L’obiettivo è far passare il messaggio “Salerno non è solo Costiera” ma anche borghi, arte, enogastronomia e natura incontaminata.
2. Mappatura e qualificazione dell’offerta
È partito un censimento ufficiale di strutture ricettive, attrazioni, eventi e guide turistiche abilitate. I dati alimenteranno un osservatorio condiviso accessibile agli operatori per pianificare promozione e investimenti.
3. Destagionalizzazione e allungamento della stagione
Con la collaborazione dell’università, sono in studio itinerari “fuori stagione” legati a trekking, enoturismo e pellegrinaggi, per ridurre la forte concentrazione di presenze nei mesi estivi.
Obiettivi numerici al 2027
- +15% di arrivi annuali nei Comuni aderenti alla DMO
- +20% di pernottamenti extra-stagionali (ottobre-maggio)
- Raggiungere gli 8 milioni di euro di budget marketing integrato fra fondi Pnrr, Regione Campania e sponsor privati
- Certificare almeno 100 strutture con marchio di qualità “Welcome Salerno”
Le parole del presidente di Confindustria Salerno
“Non si tratta solo di promuovere il territorio, ma di costruire un ecosistema che generi ricchezza duratura, occupazione giovanile e tutela del patrimonio culturale e ambientale”, dichiara Andrea Prete, presidente di Confindustria Salerno e membro del Comitato. “Per la prima volta pubblico e privato condividono dati, strategie e risorse con un’unica regia”.
Destinazione Salerno: quando si parte?
Il calendario prevede il lancio ufficiale il 20 luglio 2024 con un evento aperto agli operatori e alla stampa. A ottobre partiranno le prime campagne ADV sui mercati chiave (Germania, Francia, Stati Uniti e Nord Europa), mentre a dicembre sarà online la piattaforma di prenotazione diretta DestinazioneSalerno.travel. Con questi passi, Salerno si candida a diventare la prossima perla del turismo del Mezzogiorno, capace di competere con grandi player come Puglia e Sicilia.
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