Salerno, abbattuti pini secolari per il nuovo parco pubblico: residenti allarmati
A Salerno l’abbattimento dei pini secolari di via Rafastia e via Schipa ha acceso le proteste di abitanti e associazioni ambientaliste. Le autorizzazioni comunali sono arrivate in via definitiva, ma le perplessità sulla biodiversità urbana e sulla salute degli alberi restano vive. Il provvedimento è collegato alla demolizione dell’ex Palazzo Sirti e alla nascita di un nuovo parco pubblico attrezzato, lavori già iniziati e destinati a trasformare radicalmente il cuore verde del centro cittadino.
Pini secolari abbattuti: il progetto comunale
Secondo quanto stabilito dall’amministrazione comunale di Salerno, l’area interessata – 905 metri quadrati – sarà ceduta gratuitamente al Comune e trasformata in un parco attrezzato con giochi per bambini, panchine, piste ciclabili e spazi verdi di nuova piantumazione. La superficie coincide con l’intero isolato dell’ex Palazzo Sirti, edificio storico che fino al 2018 ha ospitato:
- gli uffici della Procura di Salerno,
- la celebre Clinica “Medici”.
Il bando di gara per la demolizione è stato aggiudicato lo scorso autunno; i lavori sono iniziati ufficialmente il 14 maggio 2024.
Le criticità sollevate dai residenti
Perché i pini non potevano essere salvati
I residenti hanno presentato un dossier tecnico che denuncia:
- La mancanza di un sopralluogo pubblico prima dell’autorizzazione.
- La presenza di esemplari di Pinus pinea di oltre 60 anni, ritenuti in buone condizioni fitosanitarie da un perito agronomo indipendente.
- L’assenza di un piano di compensazione arborea con alberi ad alto fusto.
«Non siamo contro il nuovo parco – spiega Maria Lombardi, portavoce del comitato “Salerno Verde” – ma chiediamo che almeno 15 pini venissero trapiantati con metodo Air-Spade, tecnica che ha già salvato alberi simili a Roma e Bari. Il Comune ritiene l’operazione troppo costosa: 40 mila euro contro i 12 mila dell’abbattimento».
Cronologia degli eventi
- 12 marzo 2024: pubblicata la delibera di giunta n. 56 con l’approvazione del progetto definitivo.
- 29 aprile 2024: emesso il permesso di abbattimento da parte del Servizio Verde Urbano.
- 14 maggio 2024: prime motoseghe all’opera in via Rafastia.
- 30 giugno 2024: prevista la fine dei lavori di abbattimento e la partenza delle opere di riqualificazione.
Il punto di vista dell’amministrazione
L’assessore ai Lavori Pubblici, Lucia Galdi, difende la scelta: «Abbiamo seguito ogni iter previsto dal Codice dell’Ambiente e dalle norme del Piano di Assetto del Verde Urbano. L’area verrà ripopolata con 150 nuove essenze mediterranee, tra cui olivi, lecci e corbezzoli, scelti per ridurre il carico di polveri sottili. Il parco sarà aperto al pubblico entro dicembre 2024».
Prossimi passi e possibili soluzioni
I firmatari del ricorso al TAR Campania chiedono l’immediata sospensiva dei lavori. Nel frattempo, l’associazione “Rete Urbana Salerno” ha proposto una petizione popolare per ottenere:
- il ripristino di almeno 10 pini mediante trapianto in vasche provvisorie,
- l’installazione di pannelli solari sul nuovo chiosco bar per abbattere i consumi,
- l’istituzione di un’area cani separata per tutelare i giochi dei bambini.
Conclusioni: un dibattito che divide la città
Il caso dei pini abbattuti in via Rafastia mette in luce il conflitto tra sviluppo urbano e tutela ambientale. Se da un lato il nuovo parco pubblico promette spazi fruibili e servizi alla cittadinanza, dall’altro resta il dubbio che un patrimonio arboreo secolare sia stato sacrificato senza esplorare tutte le alternative. Nei prossimi mesi, il dibattito pubblico – e l’esito del ricorso al TAR – potrebbero indicare la strada di una Salerno più sostenibile.
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