Regione Campania boccia AIA Fonderie Pisano: stop allo stabilimento per tutela ambiente e salute
Il provvedimento: firma della Regione e notifica ufficiale all’azienda
Il 23 maggio 2024 la Regione Campania ha recapitato formalmente alle Fonderie Pisano il decreto di rigetto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Il provvedimento chiude il procedimento avviato nel 2022 e recepisce integralmente le conclusioni tecniche degli uffici regionali competenti in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e prevenzione dei rischi per la salute pubblica.
Motivi del rigetto: ecco perché l’AIA è stata respinta
Secondo i tecnici della direzione generale Ambiente e della struttura “Sicurezza industriale” della Regione, il dossier presentato dall’azienda non ha superato i controlli di legge su quattro punti critici:
- Emissioni atmosferiche: parametri di metalli pesanti e IPA (idrocarburi policiclici aromatici) superiori ai limiti previsti per le zone a salvaguardia della qualità dell’aria.
- Rumore e vibrazioni: livelli di immissione non compatibili con l’area residenziale limitrofa, in violazione del D.Lgs 152/2006.
- Rifiuti speciali pericolosi: assenza di un piano di smalltimento e tracciabilità certa dei fanghi di depurazione contenenti cromo esavalente.
- Salute dei lavoratori: carenze nella valutazione dei rischi da esposizione a polveri sottili e composti organostannici, come evidenziato dall’ISPESL e dall’ASL Napoli 3 Sud.
La posizione del presidente Fico: «Ambiente e salute al primo posto»
Il presidente della Giunta regionale, Antonio Fico, ha commentato il provvedimento con tono netto: «Rigettare l’AIA alle Fonderie Pisano è un atto dovuto. La Campania cambia passo: non esistono sviluppi economici in contrasto con la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini». Fico ha annunciato che «entro giugno sarà varato il nuovo Piano regionale delle bonifiche e delle bonifiche di interesse nazionale, con 150 milioni di euro per la messa in sicurezza di siti inquinati».
Cosa succede adesso: termini e impatti sul territorio
Le Fonderie Pisano hanno 30 giorni per presentare ricorso al TAR Campania oppure 60 giorni per adire il Consiglio di Stato. Nel frattempo:
- L’attività produttiva è sospesa in via cautelare fino all’esito di eventuali impugnative.
- L’ARPA Campania avvierà una nuova campagna di monitoraggio sulle matrici ambientali (acqua, suolo, aria) nel raggio di 1 km dallo stabilimento.
- Il Comune di Acerra dovrà redigere un piano di riqualificazione urbana che coinvolga residenti, associazioni ambientaliste e mondo produttivo.
Reazioni delle parti: sindacati, comitati e Fonderie Pisano
I comitati “Stop Inquinamento Acerra” e Futuro Verde accolgono con soddisfazione la decisione: «Finalmente la politica ascolta la voce dei cittadini». I sindacati temono ripercussioni occupazionali: «Servono ammortizzatori e percorsi di ricollocazione green», afferma il segretario generale della FILCEM CGIL Campania, Mario Rossi. Dall’azienda, invece, fanno sapere di «valutare tutte le iniziative legali necessarie per tutelare il diritto alla produzione».
Il contesto: Campania e l’emergenza legata alle fonderie
Il caso Pisano si inserisce nel più ampio dibattito sulla qualità dell’aria nella “Terra dei Fuochi”. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA 2023, la provincia di Napoli ha superato i limiti di PM10 per 87 giorni l’anno; nel solo comune di Acerra, le emissioni industriali rappresentano oltre il 42 % del totale. Il rigetto dell’AIA prepara dunque il terreno a un’accelerazione green che potrebbe coinvolgere anche altri stabilimenti a rischio di non conformità.
Fonti: Regione Campania – Direzione Ambiente, ARPA Campania, ISPRA, ASL Napoli 3 Sud, comunicati stampa del presidente Fico.
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