Fonderie Pisano, stop definitivo alla AIA: “Vittoria della Regione e del territorio
Salerno – È definitivo il no della Regione Campania all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) delle Fonderie Pisano. L’annuncio è arrivato dal presidente della Commissione regionale Ambiente, Francesco Flocco, che ha parlato di «una svolta epocale per Salerno e per l’intera Valle dell’Irno» dopo anni di contenziosi, manifestazioni e ricorsi.
Il vertice in Regione: via libera al rigetto
Dopo l’ultima riunione di giunta, l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Corrado ha firmato il decreto di rigetto della nuova AIA richiesta dall’azienda metalmeccanica. Il provvedimento chiude definitivamente il capitolo avviato nel 2019, quando l’impianto di via Giovanni Amendola – attivo dal 1968 – fu sottoposto a verifiche straordinarie dopo superamenti ripetuti dei limiti di emissioni di Pm10, benzo(a)pirene e metalli pesanti.
«Per la prima volta la tutela della salute pubblica ha avuto la meglio sugli interessi economici», ha sottolineato Flocco nel corso di una conferenza stampa in piazza Amendola, a pochi metri dai cancelli dell’ex stabilimento ormai chiuso da maggio 2023.
La lunga battaglia civica: cronologia degli ultimi 5 anni
- 2019 – Arpa Campania rileva superamenti del 450 % dei limiti di benzo(a)pirene
- 2020 – Il Ministero della Transizione Ecologica avvia istruttoria di infrazione UE
- 2021 – 3.000 cittadini firmano il manifesto “Valle Pulita” per chiedere la chiusura
- 2022 – Soprintendenza archivistica dichiara l’area “sito di interesse nazionale” per bonifica
- 2023 – Il Tar di Salerno accoglie il ricorso di Regione e Comune, sospendendo l’AIA
- 2024 – Decreto definitivo di rigetto: fine dell’attività industriale
Cosa succede ora: bonifica e riconversione
L’ex area delle Fonderie Pisano – circa 42.000 metri quadrati – è già stata inserita nel Piano regionale di bonifica 2024-2030. Il progetto prevede:
- Remediazione dei suoli inquinati da piombo, cadmio e diossine entro il 2027
- Realizzazione di un parco urbano tecnologico da 18.000 mq con pannelli fotovoltaici
- Nuovo centro di ricerca su materiali sostenibili in partnership con l’Università di Salerno
L’investimento complessivo sfiora i 25 milioni di euro, di cui 14 a carico del bilancio regionale e 11 cofinanziati dal Pnrr Missione 2 – Componente 3 “Energia e territori”.
Le reazioni politiche e sociali
«Una giornata storica – ha commentato il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli –. Ora possiamo restituire ai residenti di Mercatello e dell’Irno un pezzo di città che è stato negato per decenni». Soddisfazione anche dalle associazioni ambientaliste: Legambiente Campania parla di «precedente giuridico fondamentale per tutti gli altri siti inquinati del Mezzogiorno».
Diversa la posizione dei 73 lavoratori ancora in cig zero ore: la Fiom Cgil Salerno chiede «un tavolo permanente per la reindustrializzazione e la salvaguardia dell’occupazione». L’azienda, dal canto suo, ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato, ma gli avvocati della Regina ritengono «poche le possibilità di successo».
Salute e ambiente: il rapporto Iss 2023
Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 2015 e il 2022 nel raggio di 2 km dallo stabilimento si sono registrati:
- +18 % di ricoveri oncologici infantili
- +12 % di patologie respiratorie croniche
- +30 % di mortalità attribuibile a malattie cardiovascolari
Dati che «confermano l’urgenza di proseguire con la bonifica e il monitoraggio a lungo termine», ha detto il dottor Giuseppe Conte, epidemiologo dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.
La chiusura delle Fonderie Pisano potrebbe dunque diventare un modello virtuoso di riconversione green per altri impianti italiani in aree ad elevata densità abitativa. «Non è un punto di arrivo – conclude Flocco – ma il punto di partenza per una nuova stagione di sviluppo sostenibile».
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