Referendum giustizia, Piero De Luca: «Vittoria della democrazia, l’Italia ha scelto di difendere la Costituzione»
Il commento del deputato dem dopo la vittoria del No: «Pagina storica»
Piero De Luca, deputato del Partito Democratico eletto nella circoscrizione di Salerno, ha celebrato sui social l’esito del referendum sulla giustizia del 12 giugno 2022, che ha visto il NO prevalere con il 59,3% delle preferenze. «Una straordinaria pagina di storia. Una vittoria della democrazia» ha scritto in un post pubblicato pochi minuti dopo la chiusura dei seggi, ringraziando «tutte le italiane e tutti gli italiani che hanno difeso la Costituzione e l’assetto istituzionale del Paese».
Record di affluenza e partecipazione civica
L’affluenza alle urne ha superato il 51%, il dato più alto dal referendum del 2011 sul nucleare. Per De Luca questo conferma «la maturità politica del nostro popolo, che ha risposto presente quando si è trattato di tutelare i principi fondamentali della Repubblica». Il parlamentare campano ha evidenziato come la campagna per il No abbia attraversato tutto il territorio nazionale, «dai comitati spontanei alle associazioni di magistrati, fino alle forze politiche di centrosinistra che hanno lavorato fianco a fianco».
Le ragioni del No: rischi per l’indipendenza della magistratura
Il quesito referendario, promosso da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, chiedeva di abrogare parzialmente le norme sul Consiglio Superiore della Magistratura e di introdurre un meccanismo di responsabilità civile dei giudici. I contrattisti sostenevano che le riforme avrebbero indebolito l’autonomia del potere giudiziario, aprendo la strada a «pressioni politiche sui magistrati» come ha dichiarato De Luca durante un comizio a Salerno il 9 giugno.
I numeri del voto nel Sud Italia
- Campania: 63% NO, 37% SI
- Calabria: 61% NO, 39% SI
- Puglia: 62% NO, 38% SI
Nella provincia di Salerno il NO ha toccato addirittura il 66,8%, superando la media regionale. «Il Sud ha detto no con forza a un progetto che avrebbe creato disparità ancora maggiori tra Nord e Sud» ha osservato De Luca, secondo cui «le regioni meno ricche rischiavano di vedere ulteriormente ridotte le tutele giudiziarie per i cittadini».
Prossimi passi: riforme condivise e confronto istituzionale
Il deputato dem ha annunciato che il PD presenterà entro luglio una proposta di legge per «una riforma ordinamentale della giustizia che parta dall’efficienza dei processi, non dalla politicizzazione dei giudici». Tra le misure previste:
- Incremento del 20% del personale amministrativo dei tribunali entro il 2024
- Digitalizzazione completa dei procedimenti civili
- Introduzione di un filtro obbligatorio per il ricorso in Cassazione
«Non basta dire no» ha concluso De Luca «ora serve ricostruire con responsabilità, perché la giustizia è un bene collettivo che va difeso ogni giorno, non solo quando si vota».
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