Regione Campania e Ugl Salute: accordo per una sanità privata più trasparente
Napoli – Un incontro decisivo per ridisegnare le regole della sanità privata in Campania. Nei giorni scorsi, nella sede di Palazzo Santa Lucia, la Regione ha ricevuto una delegazione dell’Ugl Salute per avviare un tavolo tecnico volto a rafforzare trasparenza, qualità e controlli sulle strutture sanitarie accreditate. Al centro del confronto: il futuro dell’accreditamento, i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e la governance del privato convenzionato.
Chi ha partecipato al tavolo tecnico
Per la Regione Campania erano presenti Ugo Trama, direttore generale per la Tutela della Salute, e Ferdinando Vicinanza, dirigente responsabile dell’area accreditamento. Dall’Ugl Salute hanno preso parte:
- Gerardo Marino, segretario regionale Ugl Salute Campania
- Franco Patriciello, segretario provinciale di Napoli
- Giovanni Porzio, segretario provinciale di Caserta
- Mario Galiero, segretario nazionale Ugl Salute
Altri rappresentanti sindacali e tecnici hanno completato la delegazione, portando istanze provenienti da lavoratori, pazienti e cooperative sanitarie.
I punti critici emersi: carenze di personale e gap normativi
L’Ugl Salute ha consegnato una cartellina di istanze dettagliata, evidenziando tre grandi criticità:
- Sottodimensionamento del personale: molte strutture private operano con organici ridotti, mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti e la qualità delle prestazioni.
- Disomogeneità nei controlli: le ispezioni regionali risultano irregolari e poco standardizzate, con tempi e modalità che variano da provincia a provincia.
- Mancanza di un albo unico: l’assenza di un registro pubblico degli operatori accreditati rende difficile per i cittadini verificare l’effettiva “sanità garantita”.
«Serve un cambio di passo – ha dichiarato Marino – per dare certezze ai lavoratori e ai pazienti. Non possiamo più permettere che il sistema privato sia un “far west” dove contano solo i numeri delle prestazioni, ma non la qualità».
La proposta di riforma: più controlli, premi e sanzioni
La Regione ha accolto le istanze sindacali, annunciando un’ampia revisione del sistema di accreditamento. Le linee guida future prevedono:
- Piano ispettivo annuale: controlli a sorpresa su parametri di sicurezza, appropriatezza e spesa.
- Punteggio di meritazione: le strutture che ottengono elevati standard qualitativi avranno bonus economici e maggiori volumi di prestazioni.
- Sanzioni immediate: in caso di irregolarità gravi (sovraccarico di lavoro, fatturazione di prestazioni non erogate, carenza di personale) scatterà la sospensione temporanea o la revoca dell’accreditamento.
- Albo unico online: entro luglio 2024 sarà pubblicato il portale “Campania Salute Privata” con l’elenco aggiornato di tutte le strutture autorizzate, i requisiti posseduti e i risultati degli audit.
Tempi e risorse: 3 milioni per il biennio 2024-2025
Per finanziare la stretta su qualità e controlli, la Regione ha stanziato 3 milioni di euro per il biennio 2024-2025. Le risorse saranno ripartite in:
- refezione degli ispettori regionali (incremento del 30 % degli stipendi accessorietà)
- acquisto di software di data-analytics per incrociare flussi di spesa e performance cliniche
- formazione continua per medici e dirigenti di struttura su protocolli di appropriatezza
Perché il cambiamento è urgente
In Campania il 40 % delle prestazioni sanitarie erogate ai cittadini proviene da strutture private accreditate. Un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia per volume di “sanità privata convenzionata”, dietro solo alla Lombardia. «Se vogliamo garantire equità e sostenibilità – ha sottolineato Trama – dobbiamo affrontare il tema della governance del privato con lo stesso rigore che applichiamo alla programmazione del servizio pubblico».
Il prossimo appuntamento: luglio 2024
Il tavolo tecnico si ritroverà entro la metà di luglio per definire il decreto dirigenziale che conterrà i nuovi criteri di accreditamento. Intanto, l’Ugl Salute ha chiesto un incontro alla commissione sanità del Consiglio regionale per rendere pubblici gli esiti dell’audit e raccogliere ulteriori contributi da parte delle associazioni dei pazienti e delle cooperative.
«La sfida – conclude Marino – è dimostrare che sanità privata non è sinonimo di minore tutela, ma può diventare un volano di qualità per tutto il sistema campano. Il sindacato vigilerà affinché le promesse si traducano in fatti concreti».
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