Unisa Stadium chiuso da mesi, cittadini in protesta: «Ridateci lo sport»
L’Unisa Stadium di Fisciano, ex “Pasquale Vittoria”, resta ancora off limits e la pazienza di tifosi, società sportive e residenti è ormai al termine. Da mesi l’impianto comunale è inaccessibile in attesa di interventi di messa in sicurezza che, stando alle promesse dell’amministrazione, avrebbero dovuto concludersi in tempi rapidissimi. Così non è stato. È scattata la protesta: striscioni, petizioni e un coro unanime: «Vogliamo chiarezza, ridateci lo stadio».
Perché l’Unisa Stadium è chiuso
L’impianto, situato nel cuore del campus Università degli Studi di Salerno, è stato sottoposto a sequestro cautelare lo scorso autunno dopo un sopralluogo della Procura di Salerno e dei tecnici del Genio Civile. Le verifiche hanno evidenziato gravi carenze strutturali: corrosione delle armature, calcinacci che si staccano dalle tribune, insufficiente capacità portante delle scale e uscite di sicurezza non a norma. Risultato: rischio crolli e agibilità compromessa.
Il cronoprogramma (non rispettato)
- Novembre 2023 – Primo sequestro e redazione del piano di messa in sicurezza
- Dicembre 2023 – Aggiornamento in consiglio comunale: «Lavori entro marzo 2024»
- Aprile 2024 – Gara d’appalto deserta: unica offerta risultata inadempiente
- Maggio 2024 – Nuova perizia da 180 giorni: prima riapertura possibile autunno 2024
Le conseguenze sul territorio
La chiusura prolungata sta producendo danni economici e sociali difficilmente quantificabili. La Polisportiva Fisciano, che milita in Eccellenza, è costretta a giocare le partite casalinghe sul campo di Cava de’ Tirreni, con costi di trasferta triplicati e pubblico dimezzato. Le scuole calcio del territorio hanno perso oltre 300 tesserati nel giro di un anno, riversandosi in strutture private sovraffollate. Il Commercio locale denunci un calo del 40% nelle sere di match, mentre l’Università ha dovuto rinunciare a manifestazioni sportive previste nel proprio calendario di orientamento.
La voce dei tifosi
«Per noi lo stadio era un secondo salotto», racconta Mario Santoro, portavoce del gruppo Fisciano Supporters. «Ci siamo organizzati con pulizie, murales, feste di inizio stagione. Oggi è tutto deserto, l’erba alta e i cancelli arrugginiti. Chiediamo solo una data certa di riapertura». La protesta, partita da uno striscione affisso all’ingresso principale, è diventata petizione online (oltre 4.500 firme) e un presidio fisso ogni mercoledì pomeriggio.
L’amministrazione: «Intervento entro l’estate»
Il sindaco di Fisciano, Ernesto Sica, ha convocato un’audizione pubblica per venerdì 14 giugno, promettendo risorse fresche per 1,2 milioni di euro derivanti dal Fondo nazionale per lo sport. «Appena approvata la variante di bilancio partirà la gara integrata per progettazione ed esecuzione. Impegno: cantieri aperti entro luglio e consegna entro novembre 2024». Intanto è allo studio l’ipotesi di un impianto temporaneo in modulo prefabbricato per permettere alla Polisportiva di disputare almeno le prime gare di campionato sul proprio territorio.
Cosa succede adesso
La commissione consiliare Lavori Pubblici ha ribadito che, in mancanza di un certificato di agibilità, nessuna deroga è possibile. Le associazioni, però, minenzionano azionismo legale qualora la nuova scadenza non venga rispettata. Intanto l’assessore regionale allo Sport, Antonio Spagnuolo, ha garantito un colloquio in Regione per valutare finanziamenti aggiuntivi e procedure d’urgenza. Il timore, condiviso da più parti, è che l’estate 2024 possa trasformarsi in un’ennesima stagione persa per lo sport di Fisciano.
Il prossimo appuntamento è dunque il 14 giugno: in quella data i tifosi si aspettano numeri certi, cronoprogrammi vincolanti e la garanzia che l’Unisa Stadium torni a pulsare di vita entro l’anno. Per ora, però, i cancelli restano chiusi e lo striscione giallo-rosso continua a sventolare sotto il sole di inizio estate: «Vogliamo chiarezza, ridateci lo stadio».
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