Eboli, 73 anni di carcere per la banda dello spaccio: maxi-pena richiesta dalla procura
Indagine ‘Piana del Sele’: il pm Benincasa chiede pene fino a 18 anni
La Procura di Salerno ha chiesto complessivamente 73 anni di reclusione per gli otto membri della banda accusata di aver gestito per anni il traffico di droga tra il centro di Eboli (SA) e il rione Pescara. Il sostituto procuratore Maria Benincasa ha formulato le richieste di condanna al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta mercoledì.
Capo-promotore e gregari: le pene chieste
Il magistrato ha indicato nei suoi atti:
- 18 anni per il presunto capo-promotore dell’organizzazione, il 28enne Alessandro R., ritenuto il punto di riferimento logistico e finanziario del gruppo.
- 15 anni per Giuseppe S., 30 anni, considerato il «braccio destro» del leader.
- 12 anni per Marco D. e Luca M., entrambi 27 anni, entrambi accusati di gestione e custodia dello stupefacente.
- 10 anni per altri tre componenti: Antonio R., 25 anni; Francesco T., 29 anni; Valeria B., 24 anni.
- 8 anni per l’ottavo indagato, il 31enne Roberto C., ritenuto il più marginale.
L’inchiesta: tre anni di intercettazioni e sequestri
L’indagine, coordinata dalla Procura salernitana e condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo di Eboli, è partita a seguito di numerose segnalazioni dei cittadini. Gli investigatori hanno utilizzato:
- Intercettazioni telefoniche e ambientali per più di 6 mesi.
- Videoriprese con droni per documentare gli spostamenti del gruppo.
- Perquisizioni domiciliari e a sorpresa in 12 appartamenti.
Al termine delle indagini sono stati sequestrati oltre 3 kg di cocaina purissima, 1,5 kg di hashish, 800 grammi di marijuana e materiale per il confezionamento. Il valore complessivo della droga, secondo i periti del RIS, supera i 350.000 euro sul mercato al dettaglio.
Geografia dello spaccio: dal centro a Pescara
Il gruppo operava secondo la ricostruzione degli inquirenti in due zone strategiche:
- Centro storico di Eboli, dove i pusher contattavano i consumatori abituali, spesso studenti e giovani lavoratori.
- Rione Pescara, area popolare dove la rete di piazzisti garantiva copertura h24 anche alla clientela proveniente dalla vicina Battipaglia.
Una dinamica «a catena», spiega il tenente colonnello Luca Verdoliva della Compagnia di Battipaglia, che ha consentito al gruppo di avere una presenza costante sul territorio senza mai esporsi troppo.
Il prossimo passo: il rito abbreviato
Per accelerare i tempi, tutti gli imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Le dichiarazioni sono previste per il 12 lugno 2025 davanti al GUP del Tribunale di Salerno. In caso di patteggiamento, la pena potrebbe ridursi fino a un terzo.
L’avvocato difensore del capo-promotore, Michele Santaniello, ha annunciato: «Contestiamo il ruolo di organizzatore, ma siamo disponibili a valutare una posizione più marginale per ridurre la richiesta di condanna.»
Il commento del sindaco di Eboli
Il sindaco Mario Conte ha dichiarato: «Questa operazione conferma l’impegno della giunta nel contrasto allo spaccio. Dal 2023 abbiamo aumentato il numero di telecamere a circuito chiuso del 35% e intensificato i controlli con la Polizia Locale in collaborazione con i carabinieri.»
L’indagine è considerata un tassello fondamentale nella strategia della Procura di Salerno contro il traffico di droga nella Piana del Sele. I pm stanno valutando l’estensione dell’indagine ad altri due presunti gruppi operanti a Battipaglia e Pontecagnano.
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