Fonderie Pisano: 100 lavoratori nel limbo dopo stop AIA Regione Campania
Il futuro di cento operai delle Fonderie Pisano di Salerno è appeso a un filo dopo che la Regione Campania ha negato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). L’annuncio, giunto nelle ultime ore, ha fatto scattare l’allarme sindacale: la Fiom-Cgil Salerno parla di «preoccupazione al limite estremo» e chiede l’immediata convocazione di un tavolo istituzionale per scongiurare la chiusura dello stabilimento e la perdita di posti di lavoro.
Stop AIA, la decisione della Regione Campania
L’esito negativo dell’istruttoria regionale sul rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale ha bloccato di fatto l’attività produttiva delle Fonderie Pisano. Il provvedimento, atteso da mesi, è arrivato in un momento delicato: l’azienda aveva già avviato investimenti per adeguarsi agli standard europei e le lavoratrici e i lavoratori confidavano nella possibilità di proseguire l’attività. Ora, però, il rischio concreto è quello di una cessazione immediata, con ricadute devastanti sull’indotto salernitano.
La mobilitazione della Fiom-Cgil Salerno
Carmine Pagano, segretario generale della Fiom-Cgil Salerno, non usa mezzi termini: «Siamo davanti a una situazione drammatica. Cento famiglie rischiano di restare senza reddito da un giorno all’altro, in un territorio già duramente colpito dalla crisi industriale». Il sindacato ha chiesto alla Regione Campania e alla Prefettura di Salerno la convocazione urgente di un tavolo di crisi che coinvolga Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Provincia di Salerno, Comune di Salerno e le rappresentanze aziendali.
Quali sono le prospettive per i lavoratori
L’auspicio è quello di trovare entro pochi giorni una soluzione condivisa che permetta:
- la continuità occupazionale delle 100 persone attualmente impiegate
- l’avvio di un piano di investimenti ambientali per il pieno rispetto dei parametri europei
- la revisione tecnica dell’iter autorizzativo, eventualmente integrando ulteriori prescrizioni
Il peso economico delle Fonderie Pisano sul territorio
Le Fonderie Pisano operano nel comparto della metallurgia leggera da oltre cinquant’anni, rappresentando un punto di riferimento per numerose aziende del Mezzogiorno. Oltre ai 100 dipendenti diretti, il sito salernitano fa muovere un indotto stimato in altri 200 lavoratori tra fornitori, logistica e servizi. Una sua chiusura rischierebbe di avere un effetto domino sull’intera economia provinciale.
Prossimi passi e appello alle istituzioni
La Fiom-Cgil ha annunciato iniziative di mobilitazione qualora non arrivasse entro la settimana una convocazione ufficiale. «Non possiamo permettere che si ripeta quanto già accaduto ad Altavilla o a Pagani – conclude Pagano – dove centinaia di famiglie sono state abbandonate. Serve responsabilità politica e visione strategica. Il lavoro non è una variabile dipendente dell’ambiente, ma può e deve diventare l’alleato della transizione ecologica».
Per ora i 100 operai restano in attesa di notizie, sperando che la politica trovi rapidamente una via d’uscita capace di conciliare sviluppo sostenibile e salvaguardia dell’occupazione.
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