Lutto nel calcio: morto Beppe Savoldi, il bomber da 2 miliardi di lire
Addio a Giuseppe Savoldi, bomber leggendario di Bologna e Napoli
Il calcio italiano piange la scomparsa di Giuseppe “Beppe” Savoldi, l’attaccante simbolo degli anni ’70 noto come “mister 2 miliardi” per il clamoroso trasferimento che nel 1975 lo portò dal Bologna al Napoli per la cifra record di 2 miliardi di lire. Savoldi ci ha lasciati all’età di 79 anni, all’alba del 28 giugno 2024, lasciando nel cuore dei tifosi emiliani e campani un ricordo indelebile di classe, gol e sacrificio.
La carriera: da Bergamo a Napoli, passando per il mito rossoblù
Gli esordi con l’Atalanta e il salto nel calcio che conta
Nato a San Giovanni Bianco, Bergamo, il 21 gennaio 1947, Savoldi muove i primi passi nel vivaio dell’Atalanta. Il suo fisico possente (183 cm per 80 kg) e l’intuito da goleador non passano inosservati: nel 1968 il Bologna lo acquista e lo trasforma in uno degli attaccanti più temuti della Serie A.
I trionfi rossoblù: capocannoniere e doppia Coppa Italia
Con la maglia del Bologna, Savoldi mette a segno 96 gol in 222 presenze ufficiali, divenendo ancora oggi il quarto miglior marcatore nella storia del club. Nella stagione 1972-73 conquista il titolodi capocannoniere del campionato con ben 17 reti e alza due Coppe Italia (1970 e 1974), entrando nel cuore dei tifosi felsinei grazie ad un mix di forza, tecnica e capacità di inserimento che lo rendeva imprevedibile.
Il trasferimento storico al Napoli per 2 miliardi di lire
Il 5 luglio 1975 il calcio italiano resta di stucco: il Napoli paga 2 miliardi di lire per strappare Savoldi al Bologna, rendendolo il calciatore più pagato del panorama nazionale. L’operazione ottiene l’immediato soprannome di “mister 2 miliardi” e segna l’inizio di una nuova avventura partenopea.
Due stagioni da protagonista sotto il Vesuvio
In maglia azzurra, Savoldi totalizza 55 presenze e 20 gol, contribuendo a rilanciare il progetto Napoli negli anni che precedono l’arrivo di Diego Maradona. Il suo apporto oltre le reti è fondamentale: esperienza, leadership e senso del gruppo fanno di lui un punto di riferimento tecnico e umano.
L’addio ai campi e la vita dopo il calcio
Dopo l’esperienza napoletana, Savoldi torna per un breve periodo all’Atalanta prima di appendere le scarpette al chiodo. Lontano dal rettangolo verde ha ricoperto ruoli dirigenziali e ha lavorato come opinionista televisivo, condividendo l’amore viscerale per il calcio con i tifosi di tutta Italia.
Il ricordo delle società e dei tifosi
Bologna e Napoli hanno espresso in queste ore il proprio cordoglio con comunicati ufficiali e video commemorativi sui social, ricordando l’uomo prima che il calciatore. Le curve di Renato Dall’Ara e Diego Armando Maradona saranno al centro di momenti di raccoglimento nel prossimo turno di campionato.
Il lascito di un campione che ha fatto sognare l’Italia
Beppe Savoldi resta nella memoria collettiva come emblema di un’epoca in cui il calcio era passione popolare, contratti milionari facevano notizia e i bomber giocavano con il cuore oltre che con i piedi. Il suo nome sarà per sempre legato alle 158 reti in Serie A, ma anche al sorriso genuino e alla generosità che hanno contraddistinto l’intera sua vita.
Il calcio italiano ha perso un suo figlio prodigo: ciao Beppe, mister 2 miliardi e primi di un popolo intero.
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