Daspo urbano a Eboli: espulso il richiedente asilo molesto di Santa Cecilia
Daspo urbano a Eboli per un giovane richiedente asilo divenuto fonte continua di degrado nella frazione Santa Cecilia. Questa mattina gli agenti della Polizia Municipale hanno eseguito un provvedimento di allontanamento immediato, restituendo serenità a residenti e commercianti che da tempo denunciavano episodi di violenza e micro-criminalità.
La escalation di tensione a Santa Cecilia
L’intervento si è reso necessario per arginare una serie infinita di comportamenti molesti che, negli ultimi mesi, hanno compromesso la vivibilità del quartiere. Il giovane, ospite di un centro di accoglienza straordinaria, era divenuto noto alle forze dell’ordine per:
- invasione di locali pubblici con atteggiamenti aggressivi;
- molestie verbali e gestuali ai passanti;
- danneggiamenti a vetrate di negozi e bar;
- tentativi di estorsione a titolari di attività commerciali.
Le segnalazioni erano arrivate dai titolari stessi, ma anche da anziani e famiglie che evitavano di far muovere liberamente i propri figli nei pomeriggi sereni di primavera.
Il provvedimento di Daspo Urbano: cosa prevede
Il Daspo Urbano – o Divieto di Accesso alle Aree Urbane – è lo strumento introdotto dal Decreto Sicurezza che consente al Questore di interdire l’ingresso in determinate zone a chi ha dato prova di comportamenti ritenuti lesivi della sicurezza.
Nel caso specifico, il provvedimento:
- vieta al giovane di avvicinarsi alla frazione di Santa Cecilia per 12 mesi;
- stabilisce l’immediato trasferimento presso un altro centro di accoglienza fuori provincia;
- prevede multe fino a 900 euro in caso di violazione.
Reazioni di cittadini e amministrazione
Il sindaco Mario Conte ha ringraziato pubblicamente «la Polizia Municipale e gli uffici del Commissariato di Eboli per la prontezza con cui hanno condiviso la necessità di un intervento risoluto». I residenti hanno accolto la notizia con sollievo: «Finalmente possiamo tornare a vivere la nostra piazza in tranquillità», ha commentato Rosa Vitiello, titolare di un bar storico di via San Rocco.
Sicurezza urbana e accoglienza: il difficile equilibrio
L’episodio riaccende il dibattito su integrazione e sicurezza. L’assessore ai Servizi Sociali Anna Longo ha sottolineato che «il provvedimento non è un atto contro i richiedenti asilo, ma una risposta chiara a chi intende trasgredire le regole». Intanto, la cooperativa che gestisce il centro ha annunciato corsi intensivi di italiano L2 e orientamento legale per gli altri ospiti, per prevenire nuovi casi di frustrazione e devianza.
Il Comune ha inoltre programmato un tavolo tecnico permanente con le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato per monitorare settimanalmente la situazione, promuovendo iniziative di coesione sociale e patti di vicinato partecipato. Obiettivo dichiarato: riportare il quartiere in condizioni di piena sicurezza prima dell’estate, stagione nella quale le famiglie torneranno a popolare le aree verdi e i locali all’aperto.
Il Daspo urbano, dunque, diventa non solo un atto repressivo ma anche l’occasione per riflettere sul modello di accoglienza locale, trovando un equilibrio tra diritti dei migranti e diritto alla sicurezza dei cittadini.
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