De Luca: «Fonderie Pisano fuori da Fratte, ma si salvi il lavoro»
Salerno, la svolta ambientale sulle Fonderie Pisano: De Luca promette lo stop in città
Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, ha tracciato una linea netta sul futuro delle Fonderie Pisano nella zona di Fratte di Salerno. Durante la consueta diretta social del venerdì, il governatore ha confermato che l’impianto «non può restare in un’area urbana come Fratte» dopo il recente stop regionale all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Un annuncio che rimescola le carte sul tavolo di ambiente, salute e occupazione.
Stop all’AIA: cosa è successo e perché
La Regione Campania ha ritirato l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata alle Fonderie Pisano, il documento che consente lo svolgimento di attività industriali a elevato impatto ambientale. La decisione è arrivata dopo una serie di controlli e segnalazioni che hanno evidenziato il superamento dei limiti di emissione in atmosfera, mettendo a rischio la salute dei cittadini di Fratte e dei comuni limitrofi.
Tutela ambientale e responsabilità sociale: il doppio binario di De Luca
La richiesta: niente inquinamento, ma si proteggano i posti di lavoro
«Nessuna azienda che inquina può restare in un’area urbana come Fratte», ha dichiarato De Luca, puntando il dito sulle criticità ambientali. Tuttavia, ha subito aggiunto: «Dobbiamo trovare uno sbocco occupazionale per le 250 famiglie che oggi vivono del lavoro dell’azienda». Una posizione che mira a coniugare l’esigenza di decarbonizzazione e qualità dell’aria con la tutela dell’occupazione in una provincia dove la disoccupazione giovanile resta alta.
Piano di riconversione: le opzioni sul tavolo
- Trasferimento dell’impianto in un’area industriale più idonea, dotata di tecnologie di abbattimento inquinanti avanzate.
- Riconversione tecnologica con investimenti in processi a basse emissioni di CO₂ e polveri sottili.
- Formazione e riqualificazione dei lavoratori per adattarsi a nuove filiere green, come il riciclo dei metalli o le energie rinnovabili.
Il contesto: Salerno tra emergenza ambientale e sviluppo sostenibile
Secondo i dati Arpac aggiornati al 2023, la qualità dell’aria nel comune di Salerno ha superato i limiti di PM10 per oltre 50 giorni l’anno, superando le soglie europee. Le Fonderie Pisano – attive dal 1958 – sono state spesso al centro di controlli dell’Arpac e di proteste dei comitati cittadini. La chiusura dell’impianto, però, rischia di trasformarsi in un nuovo caso Ilva se non si troverà una soluzione condivisa tra istituzioni, azienda e sindacati.
Prossimi passi: il cronoprogramma
Nei prossimi 30 giorni la Regione convocherà un tavolo tecnico con Invitalia, il Mise, il Comune di Salerno e le organizzazioni sindacali per definire tempi e modalità di delocalizzazione o riconversione. L’obiettivo è evitare la cassa integrazione e garantire continuità occupazionale, mentre si riduce l’impatto ambientale dell’intera filiera industriale salernitana.
La sfida di De Luca è quella di trasformare l’emergenza ambientale in un’opportunità di transizione green. Se la partita si chiuderà con un accordo, Salerno potrebbe diventare un modello di sviluppo sostenibile per l’intera Campania.
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