Primo cardinale di colore: il 28 marzo 1960 la Chiesa elegge Laurean Rugambwa
Il 28 marzo 1960 resta una data simbolica nella storia del Cattolicesimo: Papa Giovanni XXIII creò cardinale Laurean Rugambwa, vescovo di Rutabo (allora Diocesi di Bukoba), diventando così il primo Africano e prelato di colore a entrare nel Collegio cardinalizio. L’evento, annunciato nel concistoro del 31 marzo, segnò definitivamente l’apertura della Chiesa al mondo non europeo.
Chi era Laurean Rugambwa: la biografia di un pioniere
Nato il 12 luglio 1912 a Bukongo (Tanganyika, oggi Tanzania), Rugambwa crebbe in una famiglia cattolica della tribù Bahaya. Studiò presso i Padri Bianchi di Nkonko e il seminario di Katigondo in Uganda.
Ordinato presbitero il 12 dicembre 1943 all’età di 31 anni, si distinse per l’impegno pastorale e la competenza linguistica: oltre al proprio dialetto, padroneggiava lo swahili, il latino e l’italiano.
Episcopato: prima elezione africana in Tunisia
Il 13 dicembre 1951, a soli 39 anni, venne nominato vescovo titolare di Febiana (una diocesi in partibus infidelium oggi scomparsa) e ausiliare di Bukoba, divenendo uno dei più giovani vescovi del tempo. Il suo motto episcopale fu “Ut omnes unum sint” (“Che tutti siano una sola cosa”), sintesi del suo desiderio di riconciliazione tra etnie e religioni.
Il concistoro del 28 marzo 1960: un’epocale rottura
Alla vigilia del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII volle segnalare la universalità della Chiesa creando nove cardinali: tra essi, Rugambwa, assegnato al titolo di San Francesco d’Assisi ai Monti. Il rito si tenne nella Sala degli Orazi e Curiazi in Vaticano; secondo i resoconti dell’Osservatore Romano, il papa affermò che la promozione di Rugambwa era «un segno di speranza per l’Africa intera».
Statistiche e curiosità
- Età al momento della nomina: 47 anni (uno dei più giovani cardinali dell’epoca).
- Primo cardinale nativo della Tanzania e del continente subsahariano.
- Partecipò ai lavori del Concilio Vaticano II (1962-1965) come relatore sul tema dei Laici e missione ad gentes.
L’eredità di Rugambwa: evangelizzazione, ecumenismo e dialogo interreligioso
Fino alla morte, avvenuta il 8 dicembre 1997 a Bukoba, Rugambwa rimase un punto di riferimento per la Chiesa Africana. Promosse la “famiglia spirituale delle Nzige”, movimento di preghiera trans-tribale, e fondò l’Istituto di Studi Teologici di Nyegezi. Nel 1994, a 82 anni, consegnò personalmente al Presidente Julius Nyerere il messaggio di pace del Papa Giovanni Paolo II per porre fine al conflitto ruandese.
Impatti sulle nomine cardinalizie successive
La scelta di Rugambwa aprì la strada ad altri cardinali africani: prima di lui, solo due nordafricani erano stati creati cardinali; dopo il 1960, il Collegio cardinalizio accolse oltre 40 prelati subsahariani, tra cui Bernardin Gantin (Benin), Francis Arinze (Nigeria) e Peter Turkson (Ghana).
Un simbolo ancora attuale
Oggi il cardinalato africano è salito a 20 membri, pari al 13 % del totale. La figura di Rugambwa è ricordata in Tanzania con la Giornata di San Laurean, celebrata il 12 luglio in tutte le diocesi: un’occasione per riflettere sul ruolo della Chiesa universale nella promozione dell’uguaglianza e della dignità umana.
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