<strong>Campania esce dal Piano di rientro sanitario: Iannone (FdI) elogia Fico e Schillaci</strong>
L’annuncio storico: la Campania lascia il Piano di rientro sanitario
La Campania è ufficialmente fuori dal Piano di rientro sanitario. L’annuncio è arrivato nel pomeriggio di oggi e ha subito ottenuto il plauso di Francesco Iannone, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha definito la notizia “una svolta epocale per il diritto alla salute dei cittadini campani”.
La decisione, frutto di mesi di lavoro congiunto tra Regione e Ministero della Salute, sancisce la fine di un lungo periodo di commissariamento e segnala il ritorno della gestione sanitaria regionale nelle mani delle istituzioni locali. Secondo Iannone, “il cambio di passo e la collaborazione istituzionale hanno sortito i loro effetti”.
Cambiamento di rotta: merito di Fico e Schillaci
Il consigliere regionale ha voluto ringraziare pubblicamente il presidente Vincenzo De Luca Fico ed il ministro della Salute Orazio Schillaci per aver “lavorato con continuità e determinazione” al fine di raggiungere questo risultato. L’uscita dal piano di rientro, infatti, comporta vantaggi immediati per la sanità locale:
- Maggiori risorse economiche da parte dello Stato centrale;
- Autonomia decisionale nella programmazione sanitaria regionale;
- Tutele più efficaci sul diritto alla salute di oltre 5,6 milioni di cittadini;
- Apertura a nuovi investimenti per strutture, personale e tecnologie.
Che cosa significa uscire dal Piano di rientro sanitario
Il Piano di rientro sanitario è lo strumento con cui lo Stato interviene sulle regioni virtuose, ma anche su quelle in deficit di bilancio, per ridurre il debito sanitario accumulato negli anni. La Campania era entrata nel piano nel lontano 2007. Dopo 17 anni, finalmente si chiude la pagina.
Per il presidente uscente Vincenzo De Luca Fico si tratta del “riconoscimento di un percorso virtuoso iniziato nel 2020”. Secondo fonti ministeriali, i parametri di stabilità finanziaria e di efficienza sono stati ampiamente raggiunti: il saldo passivo 2023 è stato ridotto del 72% rispetto al 2022 e la spesa farmaceutica è scesa sotto la media nazionale.
Reazioni politiche e sanitaria regionale: le prossime sfide
Oltre a Iannone, anche altri esponenti politi hanno espresso soddisfazione. Il capogruppo FdI in Consiglio regionale, Stefano Graziano, ha sottolineato come “la sinergia Governo-Regione abbia superato i vecchi steccati ideologici”.
Entro 30 giorni è atteso il decreto ministeriale che formalizzerà l’uscita definitiva. In parallelo, la Giunta regionale dovrà:
- Presentare un piano di rafforzamento dei servizi territoriali;
- Stabilire un nuovo Patto per la Salute con il Ministero;
- Garantire la continuità occupazionale dei 90.000 dipendenti del comparto.
Un futuro più solido per la sanità campana
Con l’uscita dal piano di rientro, la Campania potrà accedere ai fondi del PNRR e alle risorse del Fondo sanitario nazionale senza più vincoli commissariali. L’obiettivo dichiarato è portare l’offerta ospedaliera a 4,2 posti letto ogni mille abitanti entro il 2026, riducendo al contempo le liste d’attesa.
“Ora la sfida sarà mantenere la rotta”, ha concluso Iannone, auspicando “un clima di collaborazione permanente fra maggioranza e opposizione, perché la salute è un bene che va oltre ogni partito”.
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