De Luca: «Tre anni di carcere ai genitori boschiolesi». Ora la politica si accende
L’intervento-choc di Vincenzo De Luca sul caso della “famiglia del bosco”
Vincenzo De Luca, ex governatore della Campania e oggi candidato sindaco di Salerno, è tornato al centro del dibattito nazionale con un attacco duro e diretto ai genitori protagonisti della vicenda nota come “famiglia del bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti (Abruzzo). In un’intervista radiofonica, De Luca ha ribadito che «darei tre anni di carcere ai genitori» per aver tenuto i propri figli in una condizione di isolamento pressoché totale, senza iscrizioni scolastiche né assistenza medica.
La vicenda di Palmoli: chi sono i protagonisti
La storia, divenuta virale mesi fa, riguarda una coppia residente a Palmoli che, insieme ai propri sette figli, ha scelto di vivere in una baracca di legno immersa nei boschi abruzzesi. I due genitori, entrambi ultra-quarantenni, sono stati condannati in primo grado a tre anni di carcere per i reati di maltrattamenti in famiglia e omissione di atti d’ufficio legati alla mancata iscrizione scolastica e alla scarsa assistenza sanitaria fornita ai minori.
I dettagli dell’isolamento: scuola, medici e autorità
- Nessun libro di testo né frequenza scolastica ufficiale per i sette figli.
- Assenza di visite mediche e vaccinazioni obbligatorie.
- Igiene precaria: la baracca era priva di acqua corrente e servizi igienici adeguati.
- Allontanamento coatto dei minori dopo l’intervento dei servizi sociali e dei carabinieri.
De Luca: «Un atto di gravità inaudita»
Parlando con i microfoni di Radio 1 Rai, De Luca non ha usato mezzi termini: «Quanto accaduto a Palmoli è un episodio di violenza educativa. Tre anni di reclusione per chi priva i propri figli del diritto fondamentale a studiare e a crescere in sicurezza non sono una pena eccessiva, ma la minima misura di giustizia». L’ex presidente della Regione Campania ha poi aggiunto che «la tutela dell’infanzia non è negoziabile e non può essere subordinata a ideologie o stili di vita alternativi».
Reazioni politiche e sociali
Le parole di De Luca hanno acceso il dibattito sui diritti dei minori e sui limiti del diritto all’educazione parentale. Mentre alcune associazioni di genitori in homeschooling paragonano la vicenda a un «esempio estremo che non rappresenta la realtà del movimento», altri, come il Codacons, hanno applaudito la presa di posizione di De Luca, sottolineando «la necessità di controlli più stringenti e di un’informazione tempestiva per prevenire situazioni di abbandono educativo».
Palmoli, il paese che non dimentica
Il piccolo centro di 3.300 abitanti dell’entroterra teatino resta scosso. Il sindaco, Luciano Marinucci, ha ricordato che «nessuno sospettava l’entità del disagio» e che «le autorità sono intervenute solo dopo una segnalazione anonima». Ora la comunità locale, insieme ai servizi sociali, sta seguendo i minori in percorsi di riabilitazione psico-educativa, mentre la coppia attende il processo d’appello.
Cosa succede ora
Il caso della “famiglia del bosco” tornerà presto in tribunale. La corte d’appello dell’Aquila fisserà la data dell’udienza entro l’autunno. Nel frattempo, il ministero della Giustizia ha annunciato un’indagine interna per verificare eventuali ritardi o omissioni da parte dei servizi territoriali. L’obiettivo, ribadiscono fonti ministeriali, è «evitare che altri bambini restino isolati dal tessuto sociale e sanitario».
Con l’occhio puntato sulla prossima tornata elettorale, l’intervento di De Luca mette al centro dell’agenda politica la tutela dell’infanzia, trasformando un caso locale in questione nazionale. A Palmoli, intanto, la speranza è che la giustizia faccia il suo corso e che i sette fratellini trovino presto una nuova, serena normalità.
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