Fonderie Pisano chiuse: Salute e Vita-Comitato replica duramente a Confindustria
Salerno, 21 maggio 2024 – Il Comitato Salute e Vita reagisce con forza alle dichiarazioni del presidente di Confindustria Salerno, Antonio Sada, sul destino delle Fonderie Pisano. Per il comitato, le affermazioni di Sada sono «profondamente irrispettose» verso le comunità che per decenni hanno convissuto con gravissimi problemi ambientali e sanitari e verso le famiglie che hanno pagato «un prezzo umano altissimo».
Cronaca di una chiusura annunciata
Le Fonderie Pisano, stabilimento storico dell’area industriale di Salerno, sono state oggetto di anni di inchieste giudiziarie e sentenze definitive che ne hanno sancito la cessazione completa delle attività. Dopo la condanna per inquinamento ambientale, il tribunale di Salerno ha ordinato la chiusura e l’avvio delle bonifiche, riconoscendo un nesso di causalità tra le emissioni inquinanti e i gravi danni alla salute documentati dall’Asl e da numerose relazioni epidemiologiche.
La lista dei danni: numeri e sentenze
- 206 casi di tumore registrati nel raggio di 1,5 km dal sito produttivo tra il 2002 e il 2022 (fonte Asl Salerno).
- 18 sentenze definitive che hanno stabilito risarcimenti alle vittime per danni da esposizione a diossine, idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti.
- 0,36 µg/m³ di Pm10 rilevati nel 2018 al confine dello stabilimento, oltre il 35 % rispetto al limite massimo consentito di 0,25 µg/m³.
Il duro attacco di Salute e Vita
Il presidente del comitato, Carmine Forte, non fa sconti a Confindustria: «Ignora le sentenze. Invito Antonio Sada a venire a vivere nelle nostre case per 24 ore, a respirare l’aria che abbiamo respirato per vent’anni». Forte ricorda che le famiglie non chiedono «pietismo» ma solo il rispetto della legalità e dell’articolo 32 della Costituzione (tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo).
Secondo il comitato, l’intervento del leader degli industriali campani «minimizza sofferenze reali» e «rischia di riaprire ferite mai rimarginate» in un territorio dove i tassi di mortalità oncologica restano ancora oggi superiori del 12 % alla media nazionale (dati Istat 2023).
Cosa chiede il Comitato Salute e Vita
- Bonifica immediata del sito secondo le linee guida del Ministero della Transizione Ecologica e con controllo pubblico trasparente.
- Risarcimenti completi e tempestivi a tutti i danneggiati, anche nei casi ancora pendenti.
- Piano sanitario straordinario di screening oncologici gratuiti per i residenti in un raggio di 3 km, finanziato dalle imprese responsabili.
Persone, non numeri: le voci delle vittime
«Mio padre è morto di mesotelioma nel 2019, dopo 35 anni passati a lavorare lì dentro», dice Maria Rosaria Izzo, portavoce delle famiglie colpite. «Quando il presidente di Confindustria parla di “chiusura ingiusta”, sembra dimenticare che quella fabbrica è stata giudicata responsabile di omicidio colposo plurimo». Il comitato ha raccolto oltre 3.000 firme per sollecitare il ministero dell’Ambiente a rendere pubblici i tempi certi della bonifica.
Lo scontro politico e le prossime tappe
L’assessore regionale all’Ambiente, Severino Nappi, ha convocato un tavolo tecnico per il 30 maggio; intanto, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha annunciato la costituzione di un fondo comunale da 5 milioni di euro per interventi di riqualificazione urbana nel quartiere Pastena-Torrione, l’area più esposta agli inquinanti.
Il Comitato Salute e Vita invita cittadini e associazioni a partecipare a una fiaccolata silenziosa il prossimo 28 maggio alle ore 20.00, partendo da piazza della Libertà, per «ricordare le vittime e chiedere che la tragedia delle Fonderie Pisano non si ripeta mai più».
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