Campania esce dal piano di rientro sanità: Bilotti (M5S), «traguardo storico con Fico, ora la vera sfida è il rilancio»
La Campania dice addio al piano di rientro sanitario. Un traguardo atteso da anni, salutato come «una svolta epocale» dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti, che ha voluto sottolineare il ruolo decisivo del presidente della Camera, Roberto Fico, nel percorso di uscita dal commissariamento. Ora, secondo la parlamentare campana, è il momento del «vero rilancio» del Servizio sanitario regionale, mettendo al centro i bisogni dei cittadini e la qualità dell’assistenza.
La fine del commissariamento: perché è un punto di svolta
Escusso dal piano di rientro, la regione Campania non dovrà più ricevere il «visto» ministeriale su ogni decisione organizzativa e finanziaria. Significa autonomia di spesa, maggiore flessibilità nella programmazione e un’accelerazione sugli investimenti. «Per la prima volta dopo troppi anni – rimarca Bilotti – potremo disegnare una sanità che guarda al futuro, non a colmare i buchi del passato». Dal 2007 la Campania era sottoposta ai vincoli del piano di rientro, un meccanismo nato per contenere la spesa e ripianare i deficit accumulati, ma finito spesso per bloccare nuove assunzioni e ridurre la qualità dei servizi.
I numeri della Campania che cambia
- 10 miliardi di euro di budget sanitario regionale a regime.
- 600 milioni di risorse aggiuntive stanziate dal M5S negli ultimi due anni per abbattere le liste d’attesa.
- +2.500 assunzioni di medici e infermieri dal 2020, grazie al Piano straordinario di rinforzo del personale.
- 3 nuovi ospedali di secondo livello già finanziati con fondi PNRR (Nola, Ariano Irpino, Frattamaggiore).
Il ruolo di Roberto Fico e del M5S: «Un patto coi territori»
Anna Bilotti non usa mezzi termini: «Il merito di questa vittoria è anche di Roberto Fico, che sin dai tempi in cui era presidente della Commissione Vigilanza alla Rai ha sempre posto la Campania al centro dell’agenda nazionale». Il parlamentare napoletano, oggi terzo ufficiale dello Stato, ha spinto per un tavolo tecnico permanente tra ministero, regione e rappresentanze locali, superando il «metodo commissariale» e restituendo voce a sindaci, associazioni dei pazienti e ordini professionali.
Il M5S, da parte sua, ha presentato in Parlamento emendamenti e disegni di legge per sbloccare 1,4 miliardi di fondi inizialmente «congelati» dal Mef, destinandoli al rinnovo delle apparecchiature e alla digitalizzazione delle cartelle cliniche. «Vogliamo un’offerta sanitaria capace di competere con le migliori realtà del nord Italia», conclude Bilotti.
Le prossime sfide: dal digitale alla medicina territoriale
1. Digitalizzazione e telemedicina
Entro il 2026 tutte le strutture pubbliche campane saranno dotate di fascicolo sanitario elettronico interoperabile e servizi di televisite specialistiche per ridurre gli spostamenti dei pazienti cronici. Previsto l’inserimento di 300 giovani laureati in medicina digitale provenienti dal PNRR.
2. Potenziamento della medicina di base
Il piano prevede l’assunzione di 1.200 medici di medicina generale entro il 2024, con incentivi per chi accetta sedi nei piccoli comuni. «Servono case della salute in ogni distretto, non più solo negli ospedali», spiega la senatrice.
3. Sanità privata e accreditamento trasparente
Nuove regole per gli accordi con le cliniche private: massimo 40% di quota di attività ambulatoriale esternalizzata e obbligo di pubblicazione online dei tempi d’attesa. «Vogliamo concorrenza leale, non speculazione», avverte Bilotti.
Cosa cambia per i cittadini a partire da oggi
I primi effetti pratici saranno visibili nei prossimi mesi: riduzione media del 20% dei tempi di attesa per visite specialistiche già nei primi bilanci 2024, ticket sanitari bloccati per i redditi fino a 20.000 euro e nuovi ambulatori di prossimità aperti dalle 8 alle 20, festivi inclusi. Ma l’obiettivo più ambizioso, sottolinea la senatrice, «è restituire fiducia: quando un cittadino campano bussa alla porta del sistema sanitario deve trovare professionalità, umanità e rapidità».
Con l’uscita dal piano di rientro, la sfida non è finita: è appena iniziata.
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