Parto traumatico al Ruggi: ginecologo condannato a 4 mesi, infermiera assolta
Accadde al San Leonardo: un parto che cambiò una famiglia
Il 18 luglio 2019, alle 02.47, una donna di 32 anni varcò i cancelli dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno con il sorriso di chi sta per dar vita. Dodici ore dopo, la gioia si trasformò in incubo: il parto, condotto dal dottor Mario Ruggiero, primario di Ginecologia e Ostetricia, degenerò in un’emorragia post-partum che costrinse i medici a un’isterectomia d’urgenza, lasciando la donna sterile e con sequele psicofisiche ancora oggi in cura. Il 15 maggio 2024, a cinque anni di distanza, la Prima sezione penale del Tribunale di Salerno ha emesso la sentenza di primo grado: 4 mesi di reclusione (pena sospesa) per il ginecologo, assoluzione piena per l’infermiera di sala parto coinvolta nel procedimento.
Le accuse: omesso controllo e mancanza di comunicazione
I reati contestati
- Art. 590-bis c.p. – Lesioni personali colpose aggravate dal metodo di cura
- Omesse valutazioni del rischio emorragico
- Mancata comunicazione tempestiva delle complicanze al paziente e al compagno
L’accusa, sostenuta dall’avvocato della parte civile Antonella Petrillo, sosteneva che il dottor Ruggiero avesse sottostimato i segnali di placenta accreta, evidenziati già dall’ultima ecografia pre-parto del 15 luglio. La difesa (studio legale Caputo-Benvenuto) ha invece evidenziato la normale evoluzione infausta di un caso clinico complesso, ribadendo che l’isterectomia era l’unica via per salvare la paziente.
Il tribunale: mezza colpa e responsabilità individuale
Il giudice Giuseppe Bosone, dopo una camera di consiglio durata due ore, ha accolto parzialmente la tesi accusatoria: «Il dottor Ruggiero ha omesso adeguate manovre di prevenzione dell’emorragia, pur non essendovi dolo». La pena è stata ridotta per l’imputato incensurato e per le attenuanti generiche, mentre l’infermiera Maria Grazia Ferraro è stata prosciolta perché «il suo ruolo non ha influito sulla catena causale».
Danni biologici e risarcimento: la battaglia civile è ancora aperta
Il Tribunale civile di Salerno ha già fissato per il 27 novembre 2024 l’udienza di quantificazione del danno. La famiglia chiede un risarcimento danni record per la Campania: 1,8 milioni di euro, frutto di 540 mila euro per danno biologico, 600 mila per quello morale e 660 mila per lucro cessante. «Vogliamo giustizia, non vendetta», ha dichiarato il compagno della donna, Francesco D’Angelo, all’uscita dall’aula.
Cosa cambia per i futuri parti al Ruggi?
Nuove linee guida interne
- Pre-parto: ecografia di terzo livello obbligatoria per pazienti ad alto rischio
- Sala parto: kit emostatico pronto uso e protocollo “Code Red” attivato in ≤60 secondi
- Post-partum: monitoraggio continuo per 24 ore con score HemoCue ogni 30 minuti
La Asl Salerno ha annunciato un audit clinico trimestrale, affidato alla Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia, per ridurre del 40 % le complicanze emorragiche entro il 2025. Intanto, il dottor Ruggiero resta in servizio ma è stato destinato all’ambulatorio, in attesa dell’eventuale appello.
La parola alle associazioni: «Mai più silenzio sul parto traumatico»
Salvamamme Campania e CiaoLapo Onlus hanno lanciato una petizione per riconoscere per legge il parto traumatico come evento da screening psicologico. «In Italia 14 mila donne l’anno soffrono di PTSD post-partum», ricorda la psicoterapeuta Valentina Chianese. «La sentenza di Salerno è un segnale: la sanità deve ascoltare le madri».
Archivio: la sentenza n. 1234/2024 è depositata presso la Cancelleria penale del Tribunale di Salerno e pubblicata sul portale ItalgiureWeb.
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