Sanità Campana libera dai vincoli: Nursind Salerno chiede assunzioni subito
La sanità campana compie un salto storico: dopo quasi vent’anni sotto il Piano di Rientro, la Regione esce dagli onerosi vincoli che hanno bloccato assunzioni e investimenti. Per il sindacato infermieri, si tratta di un’occasione imperdibile per ricostruire il sistema partendo dal personale. “Ora si assuma: è l’unico modo per garantire sicurezza ai pazienti e dignità ai lavoratori”, dichiara al nostro giornale Ferdinando Tomasco, segretario provinciale Nursind Salerno.
Perché l’uscita dal Piano di Rientro è un punto di svolta
Entrato in vigore nel 2007 per risanare i conti pubblici, il Piano ha imposto blocco del turnover, riduzioni di spesa e tagli di posti letto. Risultato: in Campania oggi mancano oltre 5.000 infermieri e centinaia di medici di base. “I reparti sono al collasso – spiega Tomasco – e i pochi superstiti fanno turni massacranti.”
Con la revoca ufficiale firmata dal ministero della Salute, la Regione riacquisisce piena autonomia programmatoria. I fondi europei del PNRR e i nuovi stanziamenti del fondo sanitario 2024-2026 (circa 2,7 miliardi di euro) possono finalmente essere indirizzati al potenziamento dell’organico.
Il grido di allarme di Nursind Salerno
“Non ci si può permettere un altro anno di procrastinazioni”, avverte Tomasco, che ha appena consegnato al presidente della Regione Vincenzo De Luca un dossier con:
- l’analisi dei carichi di lavoro per reparto (dati Asl Salerno 2023)
- le proiezioni del fabbisogno di personale fino al 2030
- una proposta di piano di assunzioni triennale da 2.400 unità infermieristiche
Il segretario chiede inoltre:
- Immissioni in ruolo immediate per 500 laureati in infermieristica già specializzati.
- Apertura di nuovi concorsi riservati ai diplomati con almeno tre anni di servizio come coadiutori sanitari.
- Istituzione di un tavolo permanente sindacati–Regione per monitorare i tempi.
Le criticità da risolvere (e i numeri)
I dati più recenti (relazione Asl Salerno, dicembre 2023) fotografano una situazione critica:
- Rapporto infermiere-paziente 1:12 nei pronto soccorso (il limite Oms è 1:6).
- 48% del personale infermieristico ha più di 50 anni e andrà in pensione entro il 2032.
- 1.600 dimissioni precoci dal 2020 a oggi per stress e carenze organizzative.
La sfida per il prossimo biennio
Secondo Tomasco, “servono coraggio politico e percorsi concreti: altrimenti il diritto alla salute in Campania resterà solo sulla carta”. Il sindacato propone di usare il 60% delle risorse del PNRR per il capitolo personale, anticipando il fondo per l’emergenza coronavirus che scadrà a dicembre 2024.
Intanto, i cittadini attendono risposte. “Una mamma che trova chiuso il punto nascite di Salerno perché non ci sono operatori è un campanello d’allarme che deve suonare forte e chiaro”, conclude Tomasco.
Per approfondimenti sulle prossime convocazioni del tavolo regionale e sul calendario dei concorsi infermieristici, continuate a seguire le nostre news sulla sanità campana.
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