NAS Campania: allarme sicurezza nelle mense ospedaliere, scoperte gravi irregolarità
Controlli straordinari del Nas: 34 strutture sotto la lente d’ingrandimento
Tra il 19 febbraio e il 22 marzo 2026, i Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS) hanno messo sotto torchino le mense ospedaliere campane in un’operazione senza precedenti. L’obiettivo era accertare il rispetto delle normative igienico-sanitarie e della sicurezza alimentare all’interno delle strutture che nutrono quotidianamente migliaia di pazienti in terapia.
Napoli e Salerno sul banco degli imputati: le criticità emerse
L’indagine ha interessato 34 complessi sanitari distribuiti in tutta la regione, ma è Napoli a far registrare il maggior numero di anomalie. In città, sei mense su dieci sono risultate non conformi, con carenze che vanno dalla catena del freddo interrotta alla conservazione scorretta di alimenti deperibili. Il quadro non è più roseo a Salerno, dove quattro strutture su sette sono state sanzionate per violazioni gravi del regolamento HACCP.
Le violazioni più comuni riscontrate
- Dispositivi di conservazione malfunzionanti o a temperature fuori dai limiti di sicurezza (+2 / +4 °C per prodotti freschi, –18 °C per surgelati).
- Cucine e celle frigorifere non sanificate secondo il piano di autocontrollo previsto.
- Etichettatura incompleta: lotti di produzione e date di scadenza mancanti o illeggibili.
- Assenza di separazione fisica fra alimenti crudi e cotti, con elevato rischio di contaminazione incrociata.
- Personale senza formazione specifica in materia di sicurezza alimentare.
Le sanzioni: 1,2 milioni di euro di multe e 5 chiusure immediate
I NAS hanno elevato 128 verbali per un totale di 1,2 milioni di euro di ammende. Cinque cucine centrali sono state sospese immediatamente dall’attività in quanto ritenute potenzialmente pericolose per la salute dei degenti. Uno di questi casi riguarda l’ospedale Santobono-Pausilipon di Napoli, dove è stata sequestrata un’intera partita di 2,3 tonnellate di alimenti scaduti da settimane.
Cosa cambia dopo i controlli
Le Asl competenti hanno disposto controlli a campione trimestrali e l’adozione di un piano di rientro da parte delle strutture sanzionate. “I pazienti devono poter fidarsi del cibo che ricevono” ha dichiarato il Colonnello Mario Risi, Comandante del Gruppo Carabinieri NAS di Napoli. “Dal 2027 estenderemo la campagna a tutte le regioni del Sud Italia per contrastare il fenomeno a livello nazionale”.
Come difendersi: i diritti del paziente
Il cittadino-utente deve sapere che può:
- Richiedere l’etichetta nutrizionale e la scheda tecnica di ogni piatto servito.
- Presentare un reclamo al Servizio Igiene Pubblica della propria Asl se sospetta irregolarità.
- Contattare il numero verde 800-222-333 dei NAS per segnalazioni anonime.
- Consultare on-line il report di audit pubblicato sul sito www.carabinieri.it/sezione-nas.
Il futuro della ristorazione ospedaliera in Campania
La Regione ha annunciato l’introduzione di un “passaporto alimentare digitale” basato su blockchain per tracciare in tempo reale ogni ingrediente dal fornitore al piatto del degente. Saranno inoltre potenziate le ispezioni a sorpresa e aumentati i controlli microbiologici su campioni prelevati sul posto. “La Campania può diventare laboratorio nazionale di buone pratiche in materia di sicurezza alimentare negli ospedali” conclude il Colonnello Risi.
Con un sistema sanitario sotto pressione, garantire cibo sicuro e nutriente significa offrire una terapia in più a chi lotta per la salute: un piatto può davvero fare la differenza.
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