Fonderie Pisano, presidio lavoratori a Fratte: «Vogliamo garanzie sul futuro»
Lavoratori in presidio: la protesta dopo il diniego dell’AIA
Nella mattinata di mercoledì 1º aprile, operai, delegati sindacali e rappresentanze politiche hanno trasformato l’ingresso dello stabilimento delle Fonderie Pisano di Fratte (Salerno) in un presidio permanente. Un’assemblea-presidio convocata per chiedere alla proprietà e alle istituzioni una soluzione definitiva dopo il blocco delle attività deciso dalla Regione Campania con il diniego dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Perché lo stabilimento è fermo
Le Fonderie Pisano di Fratte sono rimaste chiuse dal 26 marzo scorso, quando la Regione Campania – in qualità di autorità competente in materia ambientale – ha respinto la richiesta di rinnovo dell’AIA. Il provvedimento ha imposto la sospensione immediata della produzione a causa di presunte criticità nelle emissioni e nella gestione dei rifiuti. L’azienda, fondata nel 1956, occupa in provincia di Salerno oltre 150 dipendenti diretti e circa 50 lavoratori dell’indotto.
Le rivendicazioni dei sindacati
- Tavolo tecnico permanente con Regione, ministeri e azienda per trovare un’alternativa produttiva.
- Mantenimento del salario e ammortizzatori per tutto il periodo di chiusura.
- Piano di riconversione che garantisca posti di lavoro e riduca l’impatto ambientale.
«Non vogliamo assistere solo a comunicati stampa – ha dichiarato Giovanni Sgroi, segretario generale Fiom-Cgil Salerno – servono soldi veri per la transizione ecologica e tutele certe per le famiglie».
La risposta della famiglia Pisano
Francesco Pisano, amministratore delegato del gruppo, ha convocato per la prossima settimana una conferenza stampa per illustrare «le iniziative legali e industriali» previste entro il 30 giugno. Secondo indiscrezioni, sul tavolo ci sarebbero:
- Il ricorso al Consiglio di Stato contro il diniego dell’AIA.
- Un investimento da 5 milioni di euro
- La possibilità di trasferimento del sito produttivo in un’area più idonea, mantenendo però l’occupazione.
per l’installazione di nuovi depuratori e la digitalizzazione dei forni.
Cosa succede ora: le prossime tappe
Il ministero dell’Ambiente, contattato dall’Ansa, ha confermato l’imminente nomina di un commissario straordinario che avrà 90 giorni di tempo per redigere un piano di ristrutturazione ambientale. Intanto, i lavoratori hanno annunciato:
- Una marcia silenziosa a Salerno per il 7 aprile.
- La richiesta di incontro al prefetto entro la fine della settimana.
- L’adesione allo sciopero generale regionale di Cgil, Cisl e Uil del 15 aprile.
Il futuro delle Fonderie Pisano resta sospeso fra esigenze ambientali e diritto al lavoro. Una partita aperta che nei prossimi mesi potrebbe diventare un caso-studio nazionale sulla transizione giusta in aree ad alta concentrazione industriale.
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