Ente Parco Cilento: “DMO persa tra personalismi, è un’occasione mancata”
Il sogno di una Destinazione Management Organization (DMO) unica del Cilento si è infranto sulle barriere di personalismi e contrapposizioni locali. Dopo un anno di trattative, workshop e mediazioni condotti con determinazione dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il 2024 si chiude con un amaro bilancio: l’occasione di promuovere il territorio come un’unica grande destinazione turistica internazionale è sfumata. È quanto afferma il Parco stesso in una nota diffusa oggi, domenica 15 dicembre 2024.
Il progetto DMO: un’idea di sistema per il Cilento
La Destination Management Organization è il modello di governance turistica raccomandato dall’Unione Europea per rafforzare la competitività delle aree complesse. Nel caso del Cilento, la sfida era ambiziosa: far dialogare comuni, operatori privati, associazioni e Università su una strategica unità di intenti. L’Ente Parco ha speso 12 mesi di lavoro istituzionale, dal gennaio al dicembre 2024, convocando oltre 30 tavoli tecnici in tutte le province coinvolte (Salerno e Potenza) e coinvolgendo più di 200 stakeholder tra albergatori, guide, agriturismi, ristoratori, agenzie di viaggio e consorzi di tutela.
Il cuore dell’idea era semplice ma rivoluzionario: il Cilento è un unico grande brand, capace di competere con le più quotate destinazioni mediterranee se promosso con una voce sola. Un brand che, secondo i dati dell’Osservatorio Turistico Campania 2023, vale circa 1,2 miliardi di euro di fatturato annuo e genera più di 18.000 posti di lavoro diretti e indiretti.
Le fasi del progetto: tappe e risultati interlocutori
- Gennaio 2024: l’Ente Parco lancia la “roadmap Cilento DMO” presentandola a Palinuro davanti a 150 operatori.
- Marzo 2024: accordo quadro con l’Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Scienze Economiche – per la redazione del piano marketing territoriale.
- Maggio 2024: siglata intesa con il Gal “Terre del Mare” per l’inserimento degli agriturismi nella catena del valore turistica.
- Luglio 2024: approvazione da parte di 32 comuni (su 47) del protocollo d’intesa per la costituzione della DMO.
- Ottobre 2024: arriva il primo bando UE da 4,5 milioni di euro per la promozione integrata scaduto il 30 novembre.
Il punto di rottura: “personalismi e logiche campanilistiche”
Nonostante l’ampia convergenza, negli ultimi 45 giorni il tavolo si è arenato. Fonti interne al Parco parlano di “veti incrociati tra 4 amministrazioni comunali di minoranza” e di “conflitti di competenza tra enti bilaterali e associazioni di categoria”. Il risultato: il 9 dicembre 2024 l’assemblea dei sindaci non ha raggiunto il quorum necessario per la formalizzazione della DMO, lasciando scadere la finestra temporale utile per accedere al finanziamento europeo.
Il presidente dell’Ente Parco, Tomaso Pellegrino, non usa mezzi termini: “Abbiamo perso l’occasione di mettere il Cilento sullo stesso piano di Costa Smeralda, Algarve o Creta. Il nostro territorio ha potenziale da vendere, ma senza unità di intenti restiamo una somma di micro-destinazioni litigose”.
Le prossime mosse: dal fallimento al piano B
L’Ente Parco non getta la spugna. Tre linee d’azione sono già sul tavolo:
- Costituzione di una DMO “light” a scala sub-regionale, partendo dalle 28 amministrazioni che hanno già aderito.
- Patto strategico con la Regione Campania per un nuovo bando PON Cultura e Turismo 2025-2027 da 25 milioni.
- Accelerazione dei progetti già finanziati (Ecomusei, Cammini d’Europa, Cilento Bike Lab) per mantenere alta l’attenzione sul brand.
Il Cilento non può permettersi altri stop. Con dati Euromonitor che indicano un +12 % di domanda incoming verso il Mediterraneo per il 2025, la competizione sarà ancora più agguerrita. L’appello finale del Parco è chiaro: “Uniti si vince, divisi si rischia la marginalità”.
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