Fit Cisl Salerno attacca la Seneca: “Licenziamenti illegittimi, non paghino i lavoratori”
La Fit Cisl Salerno denuncia la gravissima crisi dei lavoratori della Seneca Srl, colpiti da licenziamenti ritenuti anomali, unilaterali e prive di legittimità. Nonostante l’attività produttiva dell’azienda sia ancora in pieno svolgimento, oltre un centinaio di dipendenti versa da più di dodici mesi in una condizione di ansia, precarietà e incertezza, costretti in cassa integrazione senza prospettive chiare.
La vicenda Seneca: cronologia e contesto
La S.EN.E.C.A. Srl, società salernitana attiva nei servizi per l’energia, ha avviato a inizio 2023 una drastica riorganizzazione aziendale. Nei primi mesi dell’anno la direzione ha disposto la cassa integrazione straordinaria per 134 lavoratori, giustificando la misura con «crisi di mercato» e «riduzione degli ordinativi».
Secondo i sindacati, però, i bilanci societari non evidenziano perdite tali da giustificare licenziamenti collettivi. Le commesse attive e i contratti in essere con importanti clienti pubblici e privati, tra cui alcuni enti locali campani, dimostrerebbero che l’attività è tutt’altro che cessata.
Le accuse della Fit Cisl Salerno
1. Licenziamenti privi di presupposti legali
Il segretario generale della Fit Cisl Salerno, Luigi Ferraioli, ha dichiarato:
«I licenziamenti sono inaccettabili. La Seneca cerca di far pagare ai lavoratori l’incapacità gestionale della proprietà. Non esisteranno passaggi di responsabilità: se l’azienda ha problemi, deve affrontarli senza colpire i diritti fondamentali dei dipendenti».
2. Violazione delle procedure
- Mancanza di confronto sindacale: la Fit Cisl lamenta l’assenza di un tavolo di trattativa serio prima dell’invio delle lettere di licenziamento.
- Omessa verifica di alternative occupazionali: non sarebbero stati valutati ammortizzatori sociali o la ricollocazione interna.
- Dubbi sulla sussistenza della causale: le motivazioni addotte (crisi aziendale) non risulterebbero certificate da dati ufficiali.
La risposta dei lavoratori e le prossime iniziative
I dipendenti, riuniti in assemblea permanente presso la sede sindacale di Salerno, hanno confermato lo stato di agitazione. Entro la fine di giugno è previsto un presidio davanti alla Prefettura di Salerno e, in assenza di aperture, lo sciopero generale dei servizi energetici regionali.
La Fit Cisl ha inoltre annunciato l’intenzione di impugnare i licenziamenti davanti al Tribunale del Lavoro di Salerno, chiedendo il reintegro dei lavoratori e il risarcimento del danno economico e morale.
Implicazioni per il settore energetico campano
La crisi Seneca si inserisce in un panorama più ampio di tensione nel comparto dei servizi energetici in Campania. Negli ultimi tre anni, secondo i dati Unioncamere, si sono registrati oltre 450 esuberi nelle aziende di manutenzione e gestione impianti, con un aumento del 23 % rispetto al periodo pre-pandemia.
Gli esperti evidenziano che la transizione energetica e i tagli agli incentivi statali hanno compresso i margini di profitto, ma sottolineano anche la necessità di investimenti in innovazione e riqualificazione del personale invece di ricorrere alla riduzione del personale.
Il punto: diritti vs efficienza aziendale
La vicenda Seneca rappresenta un caso-test per la tenuta del welfare italiano. Da un lato, le imprese chiedono flessibilità per restare competitive; dall’altro, i sindacati difendono il principio di non scaricare sui lavoratori i costi di scelte manageriali sbagliate. Nei prossimi mesi il pronunciamento della magistratura e le decisioni politiche potrebbero tracciare un precedente decisivo per tutto il Mezzogiorno.
La Fit Cisl invita i cittadini e le istituzioni a “non voltarsi dall’altra parte”: «Non è solo una questione di 134 dipendenti, ma del modello di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio» conclude Ferraioli.
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