Cava de’ Tirreni: bomba in casa del commiato, la solidità dei titolari «Non ci fermiamo»
Cava de’ Tirreni (SA) – Un potente ordigno esplosivo è deflagrato poco prima dell’alba di ieri, 26 giugno 2024, all’interno dei locali di via XXV Luglio destinati ad accogliere la nuova Casa del Commiato Cavese. L’onda d’urto ha scardinato porte e finestre, sfondato parte della controsoffittatura e lasciato una scia di detriti che ora ostruisce l’ingresso della struttura, ancora in fase di allestimento e prossima all’inaugurazione. Fortunatamente non si registrano feriti, ma il bilancio materiale è pesante: ingenti danni strutturali all’impianto elettrico, agli arredi già installati e alla finitura interna.
Cronaca dell’attentato
L’esplosione, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Cava de’ Tirreni e del Nucleo investigativo di Salerno, sarebbe avvenuta intorno alle 4:30. L’ordigno – ipotizzato dagli artificieri un ordigno rudimentale ad alto potenziale – è stato collocato proprio davanti alla porta d’ingresso principale. Il boato ha svegliato l’intero isolato; sul posto sono immediatamente intervenuti vigili del fuoco, forze dell’ordine e tecnici comunali. Le operazioni di messa in sicurezza si sono concluse solo nel tardo pomeriggio.
Chi è la Casa del Commiato Cavese
La Casa del Commiato Cavese nasce dall’iniziativa di tre imprenditori locali – famiglia Ruggiero, Dott.ssa Maria Esposito e Geom. Antonio Ferraioli – con l’obiettivo di offrire, per la prima volta in città, servizi funebri completi con sale di commiato modernamente attrezzate, supporto psicologico e assistenza continua alle famiglie colpite dal lutto. Il progetto, finanziato interamente da capitali privati, prevedeva l’apertura ufficiale entro la metà di luglio 2024, con un investimento complessivo di oltre 250.000 euro.
La reazione dei titolari: «Atto vile, ma non ci fermiamo»
Mai come in questo caso la parola resilienza assume un significato concreto. A poche ore dal raid, i titolari hanno diffuso sui social e attraverso una conferenza stampa un messaggio netto:
«Anche di fronte a un atto vile e intimidatorio, la nostra risposta è chiara: andiamo avanti, perché Cava de’ Tirreni ha il diritto di disporre di una struttura dignitosa per l’accompagnamento dell’ultimo saluto.»
La famiglia Ruggiero, portavoce ufficiale del gruppo, ha annunciato che i lavori di ripristino inizieranno domani stesso: «Non permetteremo che un gesto delinquenziale fermi un progetto nato per offrire conforto e professionalità. L’apertura potrebbe slittare di qualche settimana, ma non verrà mai cancellata». A supporto dell’iniziativa, l’associazione “Cava Città Aperta” ha già lanciato una raccolta fondi straordinaria per accelerare i tempi di ricostruzione.
Indagini in corso e sicurezza
Piste investigative
- Atti intimidatori di matrice camorristica: al vaglio degli inquirenti gli interessi economici legati al settore delle onoranze funebri in Valle dell’Irno.
- Registrazioni delle telecamere di videosorveglianza lungo via XXV Luglio e accessi principali: si cerca il veicolo o i pedoni sospetti.
- Interrogatori in corso nei confronti di dipendenti e fornitori per verificare eventuali minacce pregresse.
Il sindaco Enzo Stabile ha convocato un tavolo tecnico permanente con prefettura e forze dell’ordine: «È prioritaria la sicurezza di chi investe nel nostro territorio. La città sta con la Casa del Commiato Cavese».
La comunità si mobilita: eventi e solidarietà
Per domenica 30 giugno, il centro storico di Cava ospiterà “Una fiaccolata per la legalità”: partenza alle 20:30 da piazza Abbro per arrivare sotto i locali danneggiati, dove sarà letta una dichiarazione congiunta di imprenditori, associazioni e cittadini. In contemporanea, l’Istituto Superiore “Galdi” organizzerà una mostra fotografica per raccogliere fondi da devolvere al restauro.
Il presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, ha annunciato che la sede provinciale metterà a disposizione 15.000 euro a fondo perduto «per supportare la rapida riapertura di un servizio che rappresenta dignità e modernità per l’intera comunità».
La vicenda, che ha già ottenuto eco nazionale, dimostra come solidarietà e determinazione possano essere la risposta più efficace al crimine organizzato. L’appuntamento è per la fine di luglio: quando le porte della Casa del Commiato Cavese si riapriranno, saranno un simbolo di legalità e speranza per tutta la Valle del Sarno.
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