Fonderie Pisano chiuse per sempre: ecco perché Regione Campania dice no alla riapertura
Cronaca di una chiusura inevitabile: il dossier ambientale delle Fonderie Pisano
Le Fonderie Pisano, stabilimento simbolo del comparto metalmeccanico campano, restano senza autorizzazione e senza futuro. Il mancato rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) da parte della Regione Campania blocca ogni ipotesi di riavvio, anche temporaneo. L’azienda ha già presentato ricorso al Tar Campania, ma secondo fonti ufficiali «il ricorso non può modificare la realtà dei fatti: le condizioni di impatto ambientale e sanitario restano inaccettabili».
Perché l’AIA è rimasta al palo
L’iter per ottenere l’AIA – documento chiave introdotto dal D.Lgs. 152/2006 – si è arenato sulle valutazioni negative dei Nuclei operativi regionali Arpac e Asl Napoli 3 Sud. Alla base del diniego:
- Emissioni in atmosfera superiori ai limiti di legge per metalli pesanti, soprattutto piombo e cadmio;
- Monitoraggio acustico che evidenzia superamenti sistematici dei parametri previsti dal D.P.C.M. 14/11/1997;
- Protezione idrica: valori di inquinamento delle falde vicine all’area industriale fuori norma;
- Salute dei lavoratori e dei residenti: indagine epidemiologica 2023 che registra un’incidenza superiore del 23 % di patologie respiratorie croniche.
La posizione ufficiale dell’ente regionale
«La chiusura non è un atto punitivo, ma conseguenza dell’inesistenza – ad oggi – di un progetto di mitigazione ambientale credibile» ha dichiarato il dirigente generale Dott. Nicola Caputo, evidenziando che «nessuna sospensiva del Tar potrà cancellare il rischio sanitario». La Regione, nelle more, ha congelato anche il transito dei mezzi pesanti all’interno dell’area, a ulteriore riprova dell’intenzione di rendere la cessazione irreversibile.
Il futuro dell’area: bonifica, rigenerazione e riqualificazione
Con lo stop definitivo alle attività, il Piano di Bonifica – da 42 milioni di euro, co-finanziato dal PNRR – entrerà nella fase operativa già dal primo trimestre 2025. Le linee guida prevedono:
- Carotaggio e messa in sicurezza di 35 mila metri cubi di terreno contaminato;
- Risanamento delle falde con tecnologia di pump & treat e barriere idrauliche;
- Rigenerazione urbana: nascerà un Parco tecnologico per le energie rinnovabili, con 1200 nuovi posti di lavoro verdi entro il 2028.
Il sindaco di San Giorgio a Cremano, Dott. Giorgio Zinno, ha accolto positivamente la decisione regionale: «Chiudiamo un capitolo di inquinamento e apriamo una pagina di sviluppo sostenibile per tutta l’area orientale di Napoli».
Cosa succede ai lavoratori
I 243 dipendenti delle Fonderie Pisano rientrano già nel Fondo di solidarietà FIM-FIOM-UILM. La Regione ha stanziato 3,8 milioni di euro per:
- ricollocazione in altri stabilimenti del gruppo (acquisito Gruppo Lucchini nel 2022);
- riconversione professionale per le competenze green;
- indennità integrativa fino a 24 mesi.
Con la sentenza del Tar attesa per settembre 2024, il destino dell’area è tuttavia già segnato: la bonifica e la riconversione sono l’unica strada per restituire salute e speranza al territorio.
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