Mamma arrestata a Salerno nel carcere di Fuorni: 50 g di hashish nelle parti intime per il figlio
Salerno – Agenti del reparto anticrimine del carcere di Fuorni hanno arrestato una donna di 42 anni residente in città che, nel pomeriggio di giovedì 30 maggio 2024, tentava di introdurre quasi 50 grammi di hashish occultati nelle parti intime per farli recapitare al figlio ristretto nel penitenziario campano.
Il controllo che ha smascherato il traffico di droga
Come previsto dal Protocollo “Zero Droga” attivo nel carcere di Fuorni, l’ingresso area colloqui prevede una serie di controlli di sicurezza articolati in più fasi:
- controllo preliminare dei documenti;
- passaggio attraverso l’arco metal detector;
- perquisizione superficiale da parte delle guardie penitenziarie;
- eventuale ulteriore visita medica se sorgono sospetti.
Proprio durante l’ultimo step la donna ha mostrato segni evidenti di nervosismo. Alla richiesta di un controllo più accurato eseguito da personale sanitario donna, è emerso il involucro termosaldato contenente hashish di discreta qualità pronto per essere immesso nel circuito di spaccio interno.
Arresto e accuse: detenzione ai fini di spaccio e introduzione illecita in istituto penitenziario
La polizia penitenziaria ha subito bloccato la 42enne e, raccolte le prove, l’ha arrestata in flagranza di reato. Il pm di turno, dott.ssa Lucia D’Alterio, ha disposto la traduzione al carcere “San Michele” di Salerno dove la donna dovrà rispondere di:
- detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio;
- introduzione di armi o droga in luogo di custodia (art. 82 d.p.r. 309/90).
Il fenomeno delle “corriere” familiari: perché salta sempre più spesso l’allarme
Secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, negli ultimi dodici mesi i casi di tentata introduzione di stupefacenti nei penitenziari campani sono cresciuti del 21%. Le modalità si sono sempre più sofisticate: capsule ingerite, pacchi occultati nel cibo, micro dosi dentro scarpe o indumenti, fino ad arrivare, come in questo caso, a nascondere la droga addirittura nelle parti intime.
Il ruolo del carcere di Fuorni nel contrasto al traffico illecito
Il Istituto Penitenziario di Fuorni, terzo per capienza in Campania, ha potenziato la propria task force antidroga dotandosi di:
- cani antidroga addestrati a individuare hashish e cocaina;
- body scanner ad alta definizione per l’analisi non invasiva;
- protocolli di intelligence con la Questura di Salerno e la Direzione Nazionale Antimafia.
“Ogni giorno gli agenti compiono un lavoro meticoloso che richiede attenzione costante. Questo arresto dimostra che i controlli funzionano”, ha dichiarato il comandante della Polizia Penitenziaria, Marco Izzo, nel corso di una breve conferenza stampa svoltasi sabato mattina.
Le prossime tappe dell’indagine
In queste ore gli inquirenti stanno analizzando il cellulare sequestrato alla donna per verificare l’esistenza di una rete di spaccio all’interno del penitenziario. In parallelo, gli investigatori stanno visionando le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso e interrogano i detenuti in contatto con il figlio per scoprire eventuali complicità.
Il gip del Tribunale di Salerno dovrà decidere entro il prossimo venerdì se convalidare l’arresto e disporre la misura cautelare più idonea, in un caso che ha nuovamente messo in luce il filo sottile tra affetto familiare e il rischio di trasformarsi in corriere della droga.
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