Vertenza Fonderie Pisano Salerno: incontri chiave in Regione e al Mimit per salvare 100 posti di lavoro
Cronaca di una giornata di lotta: corteo, assemblee e speranze per il futuro delle Fonderie Pisano
Salerno – Dopo mesi di incertezza e tensioni, la vertenza delle Fonderie Pisano entra nella fase decisiva. Circa 100 operai della storica azienda salernitana hanno ottenuto due convocazioni ufficiali: una in Regione Campania e una al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Le date degli incontri, ancora riservate, sono state fissate nelle prossime settimane per definire un piano di salvataggio che eviti la chiusura definitiva dello stabilimento.
La mobilitazione del 14 maggio: corteo e presidio dinanzi a Comune e Provincia
La mattina del 14 maggio, i lavoratori hanno dato vita a un corteo cittadino partito da Palazzo Sant’Agostino, sede della Provincia di Salerno, per poi sfilare davanti al Comune e a Piazza della Libertà. Al grido di «lavoro e dignità», gli operai hanno chiesto l’intervento delle istituzioni per sbloccare i fondi necessari alla riapertura dell’impianto, ferma dal gennaio 2024.
Al presidio hanno partecipato, oltre ai delegati sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil, anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e il presidente della Provincia Franco Alfieri, entrambi impegnati a gestire la delicata trattativa con il ministero e la Regione.
La crisi delle Fonderie Pisano: numeri e retroscena
Le Fonderie Pisano, fondate nel 1964, sono uno dei pochi poli italiani specializzati nella produzione di componenti in ghisa per l’industria automotive e elettromeccanica. Il crollo degli ordini, aggravato dalla crisi energetica e dal calo delle esportazioni verso l’Europa dell’Est, ha ridotto il fatturato del 40% nell’ultimo triennio, portando l’azienda a dichiarare la cassa integrazione straordinaria a partire dal febbraio 2023.
Oggi i lavoratori chiedono:
- l’erogazione immediata degli ammortizzatori sociali arretrati di otto mesi;
- un piano di rilancio industriale con investimenti in green economy e industria 4.0;
- il coinvolgimento di nuovi investitori per garantire continuità produttiva.
I prossimi passi: tavoli istituzionali e scenari possibili
Il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca ha annunciato la disponibilità a stanziare 3,5 milioni di euro dal Fondo regionale per la crisi di impresa, a patto che il ministero aggiunga ulteriori risorse. Intanto, il Mimit – guidato dal ministro Adolfo Urso – sta valutando l’ingresso di Invitalia come azionista temporaneo, in attesa di un partner industriale privato.
Le prime riunioni operative sono previste per la settimana del 27 maggio. Entro il 15 giugno i sindacati attendono risposte concrete: in caso contrario, è già previsto uno sciopero generale provinciale e un nuovo presidio nazionale a Roma.
L’intera città di Salerno guarda con apprensione al destino delle Fonderie Pisano: non solo 100 famiglie, ma un pezzo di storia industriale del Mezzogiorno che rischia di spegnersi per sempre.
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