Arrestato Roberto Mazzarella, il superlatitante della camorra: catturato in lusso resort a Vietri sul Mare
La fine della fuga: blitz dei carabinieri nel resort esclusivo
La latitanza di Roberto Mazzarella, 50 anni, è terminata la scorsa notte nella cornice esclusiva di Vietri sul Mare, in provincia di Salerno. I carabinieri del Nucleo operativo di Castellammare di Stabia lo hanno rintracciato e arrestato in un resort a 5 stelle, dove il boss alloggiava in una suite da oltre 1.000 euro a notte. L’uomo, da tempo inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità del ministero dell’Interno, non ha opposto resistenza durante l’irruzione delle forze dell’ordine.
Chi è Roberto Mazzarella: il profilo del boss napoletano
Roberto Mazzarella è considerato il capo incontrastato del clan Mazzarella, uno dei cartelli criminali più potenti e radicati nella città di Napoli e nell’intera provincia. Il sodalizio, attivo da decenni, controlla traffici di droga, estorsioni e infiltrazioni nell’economia legale lungo tutto il litorale vesuviano. Secondo gli investigatori, Mazzarella – noto anche con il soprannome di “o’ Ninno” – ha ereditato il comando dall’omonimo nucleo familiare originario di San Giovanni a Teduccio, estendendo la propria influenza fino ai quartieri di Barra e Ponticelli.
- Nascita: San Giovanni a Teduccio (Napoli), 1974
- Clan: Mazzarella, fazione storica del mandamento napoletano
- Accuse: associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti, omicidio, estorsione
L’operazione “Luxury Hideout”: come hanno trovato il boss
L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dai carabinieri del Nucleo operativo, ha preso il nome in codice “Luxury Hideout”. L’attività info-investigativa ha permesso di monitorare i movimenti di un’autovettura intestata a un prestanome, risultata poi utilizzata da Mazzarella per spostarsi tra la Costiera Amalfitana e il Cilento. Le immagini delle telecamere di sicurezza del resort hanno confermato la presenza del latitante, che per eludere i controlli aveva prenotato la suite sotto falsa identità e pagato in contanti.
Il contesto: la camorra dopo gli arresti dei capi
La cattura di Mazzarella rappresenta un colpo duro al sistema camorra napoletano, già scosso negli ultimi mesi da una serie di arresti e sequestri. Secondo l’ultimo rapporto della Direzione nazionale antimafia, il clan Mazzarella deteneva il controllo di:
- circa il 30% del mercato locale della cocaina
- imprese edili e di logistica nell’area orientale di Napoli
- attività di racket su porti e mercati ortofrutticoli
Gli investigatori sottolineano che, nonostante la leadership di Mazzarella fosse “orizzontale”, la sua assenza rischia di innescare una fase di scontri interni per il controllo delle piazze.
Le reazioni delle istituzioni
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha ringraziato pubblicamente i carabinieri: “L’arresto di Roberto Mazzarella dimostra l’efficacia del lavoro delle forze di polizia e della magistratura nell’azione di contrasto alla camorra.” Il procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, ha invece evidenziato che “la fuga nei resort di lusso non è più una sicurezza per i latitanti.”
Cosa succede ora: processo e misure cautelari
Dopo l’arresto, Mazzarella è stato condotto nel carcere di Fuorni (Salerno) a disposizione del gip del Tribunale di Napoli. L’accusa è di associazione di tipo mafioso aggravata dal metodo camorristico; è in corso l’analisi dei tabulati telefonici e delle movimentazioni finanziarie per verificare eventali complicità all’interno del resort. Intanto, la DDA di Napoli ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso turistico, ritenuto in parte frutto di riciclaggio.
Con l’arresto di Roberto Mazzarella, il numero dei superlatitanti di camorra catturati nel 2024 sale a 7, confermando la strategia dello Stato di punta massima contro le cosche che ancora dominano il territorio campano.
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