Cammarota lancia Salerno Capitale italiana del Mare: “Opportunità senza precedenti”
Salerno potrebbe diventare la prima “Capitale italiana del Mare”. È la proposta shock lanciata dal candidato sindaco Antonio Cammarota nel corso dell’inaugurazione del comitato elettorale in via Lucio Petrone, alla presenza di Enzo Maraio, assessore regionale e segretario nazionale del Psi, e del consigliere regionale Andrea Volpe. Un’idea che promette di rivoluzionare l’economia cittadina e l’intera Blue Economy nazionale.
L’evento di presentazione: piazza gremita e programma politico al centro
Nella serata di ieri il locale di via Lucio Petrone ha registrato il tutto esaurito. Decine di attivisti, imprenditori del comparto nautico e rappresentanti di associazioni di categoria hanno affollato la sala, trasformando l’inaugurazione in una vera e propria kermesse politica. «Non è solo un comitato – ha esordito Cammarota – ma il quartier generale di una visione: far diventare Salerno il punto di riferimento nazionale per l’innovazione, la cultura e il business marittimo».
Perché proprio Salerno? Le ragioni strategiche del progetto
Posizione geografica privilegiata
Salerno si trova nel cuore del Mediterraneo, a cavallo tra Tirreno e Canale di Sicilia, con uno dei porti commerciali più dinamici del Sud Italia. «Abbiamo infrastrutture avanzate, un’Università con eccellenze in ingegneria navale e scienze del mare e distretti produttivi che già oggi generano oltre 12 mila posti di lavoro», ha spiegato l’assessore Maraio.
Un indotto da 600 milioni l’anno
Secondo i dati forniti dal consigliere Volpe, il comparto marittimo campano vale circa 600 milioni di euro l’anno e coinvolge più di 1.200 aziende. «Con un’azione politica mirata potremmo raddoppiare questi numeri in cinque anni», ha dichiarato.
Il piano operativo di Cammarota: 5 pilastri per la Capitale del Mare
- Hub tecnologico marittimo: laboratori di ricerca congiunti tra Università, Cnr e imprese.
- Distretto nautico green: cantieri ecosostenibili e produzione di yacht a basso impatto ambientale.
- Convenzione mondiale del mare: evento annuale con fiere, congressi e gare internazionali.
- Formazione professionale: master e corsi di alta specializzazione per capitani, progettisti e tecnici portuali.
- Incentivi per start-up: bandi dedicati a innovazioni in shipping, pesca sostenibile e turismo d’altura.
Reazioni politiche e sociali
La proposta è stata subito accolta con favore anche da parte di associazioni ambientaliste e camerali. Francesco D’Angelo, presidente di Confindustria Salerno, ha commentato: «Finalmente una visione lungimirante che unisce sviluppo economico e salvaguardia del mare». Sui social l’hashtag #SalernoCapitaleDelMare ha raccolto in poche ore oltre 15 mila interazioni.
Timeline: le prossime tappe
- Settimana prossima: presentazione ufficiale del dossier al Comune e alla Regione Campania.
- 15 luglio: tavolo di confronto con il Ministero delle Infrastrutture e la Marina Militare.
- Autunno 2024: candidatura formale al Ministero della Cultura per il titolo “Capitale italiana del Mare 2025”.
«Non vogliamo solo un titolo – conclude Cammarota – ma un cambio di passo: Salerno può diventare il gateway europeo verso l’Africa e il Medio Oriente, puntando su innovazione, sostenibilità e cultura del mare». L’appuntamento è alle urne per valutare se la città sarà pronta a salpare verso questa nuova rotta.
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