Il Sesterzio di Nerone e la Ladra: L’Inchiesta Numismatica che Sconvolse la Brianza
Il ritrovamento in Tunisia che ha scosso il mondo dei collezionisti
Un sesterzio di Nerone, rinvenuto nel porto di Ostia durante un’indagine archeologica in Tunisia, ha trasformato la routine di un industriale brianzolo in una vera e propria ossessione. È la quinta puntata della serie “Storie di Remo – Gli occhi della ladra”, che racconta le imprese dell’investigatore numismatico Remo e del suo fidato restauratore Bruno.
L’eccezionale sesterzio di Nerone: un pezzo da collezione da capogiro
Le condizioni di conservazione del bronzo imperiale sono state definite “eccezionali” dagli esperti di numismatica romana. Secondo le prime stime, il valore di mercato di questo sesterzio potrebbe superare i 150.000 euro, grazie alla leggibilità perfetta delle legende e alla patina originale ancora intatta. Il ritrovamento è avvenuto nell’area archeologica del porto di Ostia Antica, dove Remo stava conducendo una campagna di indagini in collaborazione con l’Università di Cartagine.
La mano sapiente di Bruno: arte e restauro al servizio dell’investigazione
Bruno, restauratore specializzato in monete antiche, ha subito compreso l’importanza del reperto. Grazie alle sue tecniche di micro pulitura elettrolitica, ha estratto il sesterzio dal blocco di calcare che lo inglobava, evitando ogni danno alla superficie metallica. “È come se Nerone stesso ci stesse guardando”, ha commentato Bruno mostrando l’imperatore in trono sul diritto della moneta.
L’industriale brianzolo ossessionato dal bronzo imperiale
Nomignolo in codice: “l’Insonne di Meda”. L’uomo, titolare di una catena di elettrodomestici nel Monza e Brianza, ha iniziato a seguire Remo e Bruno fin dal primo annuncio pubblico del ritrovamento. Ha offerto 200.000 euro in contanti per accaparrarsi il sesterzio, ma il pezzo è classificato “bene culturale” e non può essere venduto. Da quel momento il collezionista ha iniziato una vera e propria caccia al tesoro, assumendo detective privati per carpire informazioni.
L’intrigo della ladra e la sfida investigativa
Secondo le ricostruzioni di Remo, una giovane donna – soprannominata “la ladra dagli occhi d’ambra” – è riuscita a fotografare il sesterzio nel laboratorio di Bruno nella notte tra il 12 e il 13 maggio. Le immagini, finite sul deep web numismatico, hanno acceso un’asta clandestina che ha raggiunto offerte virtuali di oltre 300.000 euro in criptovalute.
- Data esatta del furto virtuale: 13 maggio 2024, 02:43
- Valore dell’offerta clandestina: 310.000 euro in Bitcoin
- Coordinate del leak: forum chiuso “AntiquaCoin”, accessibile solo via Tor
Il ruolo di Remo: tra tutela del patrimonio e mistero romano
Remo, ex capitano dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, ha subito lanciato un’indagine parallela. L’obiettivo: riportare il sesterzio al Museo di Ostia Antica, dove potrà essere esposto al pubblico. Dopo tre settimane di pedinamenti notturni, il 3 giugno Remo ha identificato la “ladra”: si tratta di Valeria Rossi, una studentessa di archeologia di 26 anni, già sospettata di traffico di reperti nel 2022.
Ulteriori sviluppi: la pista tunisina e i nuovi scavi
Mentre il sesterzio di Nerone è al sicuro, Remo ha ricevuto nuove informazioni da un contatto tunisino: nelle vicinanze di Utica, a 30 km da Tunisi, sarebbe emerso un lotto di monete bronzee coeve, forse appartenenti al medesimo tesoro. La missione di Remo non è ancora terminata.
Fonte: archivio investigativo “Storie di Remo – Gli occhi della ladra”, puntata n. 5, prima pubblicazione 18 giugno 2024, redazione T.
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