Mattarella a cento anni dalla morte di Amendola: antifascista liberale simbolo di democrazia
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella commemora Giovanni Amendola, scomparso il 27 aprile 1926, definendolo un “esempio altissimo di integrità, coraggio e impegno istituzionale” contro il fascismo. L’omaggio arriva in un momento in cui il dibattito pubblico torna a interrogarsi sul valore della libertà e sulla tutela della democrazia parlamentare.
Chi era Giovanni Amendola: il liberale che sfidò Mussolini
Nato a Napoli il 15 aprile 1882, Giovanni Amendola fu giornalista, filosofo e politico tra i massimi esponenti del liberalismo italiano. Dopo aver partecipato alla Grande Guerra come ufficiale di fanteria, fu eletto deputato prima nel Partito Liberale Radicale, poi nel gruppo Liberi e Forti. La sua battaglia contro il fascismo cominciò fin dal 1921, quando denunciò pubblicamente le violenze squadriste sulle pagine de “Il Mondo”, quotidiano da lui stesso fondato nel 1918.
Le “carte di Amendola” e l’ostracismo parlamentare
Fra il 1923 e il 1924 redasse le celebri carte di Amendola, documenti riservati ai capi dell’opposizione liberaldemocratica in cui offriva un dettagliato piano per isolare parlamentarmente il governo Mussolini. Dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, promosse il patto di opposizione con i democratici-sociali di Filippo Turati, cercando di costruire una coalizione antifascista nella vecchia Camera.
Le aggressioni e la morte
Per la sua intransigenza, Amendola divenne un bersaglio da eliminare. Il 20 luglio 1925 fu rapito e duramente picchiato dalle squadre d’azione di Sarzana (SP). Le percosse furono talmente violente da procurargli fratture alle ossa, epatite cronica e insufficienza renale. Tornato a Cannes per le cure, le sue condizioni continuarono a peggiorare: spirò il 27 aprile 1926, all’età di 44 anni, lasciando moglie e tre figli.
Il riconoscimento di Mattarella: “Un patrimonio di libertà”
Nel messaggio diffuso dal Quirinale in occasione del centenario della morte, Mattarella ha evidenziato come “l’opera di Amendola rappresenti un patrimonio di libertà e di responsabilità civile che appartiene alla storia collettiva italiana”. Il Capo dello Stato ha inoltre sottolineato che “la sua scelta di resistere con la parola, la penna e l’impegno istituzionale costituisce un monito permanente per chiunque si trovi a difendere la democrazia”.
Perché il ricordo di Amendola è attuale
- Antifascismo liberale: dimostra che la lotta al totalitarismo non è prerogativa di un’unica area politica, ma patrimonio trasversale delle forze democratiche.
- Impegno parlamentare: ricorda il valore delle istituzioni come spazio di confronto civile, anche quando le regole del gioco paiono compromesse.
- Libertà di stampa: il suo giornale “Il Mondo” fu chiuso nel 1926; oggi il suo esempio rinvia alla necessità di difendere l’informazione libera e pluralista.
Il 27 aprile 2026 ricorreranno ufficialmente i 100 anni dalla scomparsa di Giovanni Amendola. Iniziative istituzionali, convegni universitari e mostre storiche sono in programma a Napoli, Roma e Cannes per tramandare alle nuove generazioni la figura di chi “scelse la libertà sino alla fine”.
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