Fonderie Pisano, Forte (Salute e Vita): «No alla riapertura dello stabilimento di Fratte»
L’associazione Salute e Vita lancia un monito netto: lo stabilimento ex-Fonderie Pisano di Fratte, nel Salernitano, non può riaprire. Lo afferma il presidente Lorenzo Forte, che plaude al lavoro della Regione Campania nel tavolo con sindacati e istituzioni sul futuro dell’area.
La posizione di Salute e Vita: «Fermi sui rischi ambientali»
Dopo l’incontro convocato dalla giunta regionale con le organizzazioni sindacali, Forte esprime «pieno apprezzamento per l’impegno del Governatore Roberto Fico e dell’intera squadra di governo» nel gestire la delicata vertenza. «In un momento così delicato, è fondamentale riconoscere il lavoro svolto per tutelare la salute pubblica», spiega il presidente dell’associazione ambientalista.
Il dossier tecnico, secondo Salute e Vita, conferma le criticità già evidenziate negli anni: «Il sito salernitano non può riaprire, perché i dati scientifici dimostrano un rischio sanitario inaccettabile per i cittadini di Fratte, dell’Agro nocerino-sarnese e di tutto il territorio circostante». Forte richiama l’attenzione sugli esiti delle analisi di biomonitoraggio e di caratterizzazione dei terreni, che rilevano concentrazioni di metalli pesanti e IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) oltre i limiti di legge.
Il ruolo della Regione Campania
Il governatore Roberto Fico e gli assessori competenti hanno illustrato alle sigle sindacali la linea “salute prima di tutto” che guiderà le decisioni. L’esecutivo regionale ha convocato, tra le altre, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fismic, Feneal, Filca e Federlavoro, per concordare un piano di riconversione ambientale e industriale dell’area, al di fuori di ogni ipotesi di riavvio della produzione inquinante.
Obiettivo dichiarato: bonifica definitiva, tutela dell’occupazione tramite percorsi di ricollocazione e sviluppo di filiere green. Il tavolo tecnico proseguirà nei prossimi 30 giorni con l’invio di una task-force di Ispra, Arpac e Regione per approfondire i risultati degli ultimi monitoraggi.
Cosa prevede il piano di riconversione
- Bonifica accelerata: completamento entro 24 mesi delle attività di caratterizzazione e messa in sicurezza dei suoli e delle falde.
- Formazione e ricollocazione: 400 lavoratori coinvolti in percorsi di upskilling su energie rinnovabili, logistica sostenibile e manutenzione di impianti green.
- Attrazione di investimenti: ipotesi di polo logistico-ambientale con accumulo di energia da fonti rinnovabili e riciclo di materiali non pericolosi.
- Coinvolgimento del territorio: consultazioni pubbliche ogni 60 giorni e rendicontazione costante degli esiti sul sito della Regione.
La storia delle Fonderie Pisano: un’eredità da superare
Fondate negli anni ’60, le Fonderie Pisano a Fratte hanno cessato l’attività nel 2018 dopo sequestri penali per disastro ambientale e avvelenamento di sostanze alimentari. Da allora il sito – di circa 120 mila metri quadrati – è sotto sequestro. I procedimenti giudiziari hanno accertato emissioni di Pcb, diossine e fumi metallici che hanno superato i limiti di legge per decenni.
Per la popolazione locale, quella che un tempo era la “fabbrica del lavoro” è diventata fonte di malattie croniche e contaminazione delle coltivazioni agricole. «Ora serve voltare pagina», conclude Forte, «con una strategia chiara che metta al centro salute, ambiente e opportunità di lavoro dignitoso».
Prossimi passaggi e scadenze
- Entro il 30 giugno 2024: pubblicazione del nuovo studio epidemiologico Ats Salerno sul territorio dell’Agro.
- 15 luglio 2024: seconda riunione tavolo tecnico con sindacati e associazioni ambientaliste.
- Settembre 2024: decreto regionale di approvazione del progetto esecutivo di bonifica integrale.
Con queste scadenze, la Regione Campania intende chiudere definitivamente il capitolo delle Fonderie Pisano e aprirne uno nuovo, fatto di sostenibilità ambientale e sviluppo economico virtuoso. Il messaggio di Forte e di Salute e Vita è chiaro: «Il tempo dell’inquinamento è finito. Adesso tocca a una rivoluzione green».
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